Ai fratelli d'Italia. Di un libro di frà Ippolito Chizzuola da Brescia, 1563.
Risposta ad un'invettiva di frà Ippolito Chizzuola da Brescia, 1565.
Responsio ad librum Antichristi Rom. Regiomontani 1563.
Quod Pius Papa IV, licet concilium indixerit, nihil tamen minus in animo habet, quam profligatam ex Ecclesiis, quæ illum adhuc agnoscunt. Jesu Christi doctrinam restituere, sed pristinos abusus atque idolomanias retinere et confirmare auctoritate concilii (De concilio papæ Pii IV). Tubinga 1563.
Vergerii opera adversus papatum. Era la collezione da lui cominciata, ma dei tre volumi uscì uno solo di 800 pagine, a Tubinga 1573.
[120.] Catalogo.
Tubinga 12 marzo 61.
«Ho mandato all'altezza vostra la bolla d'intimazione del Concilio con alcune mie annotazioni, affinchè, come alquanto tempo, mentr'era del tutto cieco, fui versato in queste cose papistiche, manifestassi alcuni luoghi che non facilmente s'intendono. Alcune giova qui ripeterne. Pio IV, con certo quale apparato viene all'intimazione del Concilio, premettendo due bolle: una in marzo passato col titolo «Per conservar la pace, estirpar le eresie e proseguir il Concilio»; l'altra del novembre col titolo «Per l'indulgenza del felice Concilio generale, che s'ha da indire e continuare in Trento» e in questa chiama la dottrina nostra pestifera e perniciosa setta, esiziosa zizzania, falsa e perversa dottrina degli eretici, prava opinione nella fede: e ripete e inculca che noi siamo empj eretici, sprezzatori della religione; ci paragona fino ai Turchi; che gravi ferite recammo alla Chiesa cattolica, e minaccia voler abbattere le nostre riforme. Con tali complimenti il padre santo accoglie le nostre chiese, strappate dalle fauci di lui per grazia di Dio.
«Premesse queste due bolle, promulgò l'intimazione, nella quale ci carica quasi delle stesse contumelie per grazia sua, e spaccia molte cose inonestissime e intollerabili. Fra l'altre, dice di voler celebrare il Concilio generale, quasi tutti i regni e le provincie che dal papato si separarono, debban volarvi; ma non s'aperse di voler continuare il vecchio, come disse in due bolle. Volle certamente ingannare, ma loda i predecessori suoi Paolo III e Giulio III, ciascun de' quali aveva adunato un ingiustissimo Concilio; anzi Paolo III coll'armi avea tentato il compimento dell'appena cominciato Concilio: questi egli loda, di questi vuol continuare i Concilj. E ciò ch'è principale, convoca i suoi stessi, che a Trento non fanno altro, nulla pronunzian di suo, ma soltanto le cose che il papa giorno per giorno manda per la posta (per dispositos equos); attentissimo esclude tutti i nostri, ai quali tolse fin il salvocondotto, dato dal Concilio tridentino. Insomma trae a sè tutta la cognizione della causa religiosa. E non solo queste enormissime cose comprende nella sua indizione, ma molt'altre che qui non è luogo e occasione di riferire.