[133.] Ep. del lib. III.
[134.] Vedi Tiraboschi, St. della letteratura ital., Tom. VII, p. 1. La vita del Sadoleto fu scritta da Fiordibello, di cui parliamo nel testo. Il libro del Sadoleto sull'educazione e la vita comparvero tradotti in francese dal Charpanne, nel 1865.
Nipote del Sadoleto fu Paolo Sacrato canonico di Ferrara, di cui sono a stampa (1579) molte lettere a personaggi d'allora; un libro sulla Genesi, uno sui Salmi, uno sull'epistola canonica di san Giacomo. Al fine delle sue lettere ha due discorsi a difesa di due prelati, i quali le loro pastorali aveano scritte in italiano perchè la più parte de' preti della loro diocesi non capivano il latino.
[135.] Spondano, Ann. Eccl. ad annum.
[136.] Dal processo del Morone appare che quei dell'accademia aveano pubblicato un libro «In che maniera doveriano esser istrutti in fine della pueritia li figliuoli de' Cristiani nelle cose della religione».
[137.] Era un tristo arnese questo Bendinelli. Carlo Sigonio, dappoi così famoso come storico, era stato eletto successore al Da Porto in Modena, e preparò una vita di Scipione Africano per dedicarla a Cosimo de' Medici, sperando così esser chiamato lettore a Pisa. Il Bendinelli, che già avea divulgato censure contro alcune traduzioni del Sigonio, fece secretamente stampare essa vita, e così scornò il Sigonio.
[138.] Il Morone nel suo processo narra che, quando cresimava, «fu posta fuori una pittura in suo obbrobrio, che era un asino con la mitra in testa e col piviale».
[139.] Sadoleti ep. famil., vol. III, p. 317, 319.
[140.] Autor di varie operette e traduzioni, molto lodato dal Castelvetro. Non trovasi sottoscritto al formolario: ma sul fine di sua vita fu sospettato di nuovo d'eresia, onde fe segreta abjura davanti al cardinale Morone. Ma parendo che questa segreta abjura non bastasse, e' ne prese tal afflizione che morì, di circa cinquantasei anni, il 1568.
[141.] Ochino, non ancora apostata e condannato.