Accompagnando questa decisione, il 7 settembre 1860, il cardinale prefetto della sacra Congregazione in particolare si congratulava coll'autore «del non essersi lasciato adescare da quel partito antipapale e forse anticattolico, il quale dispensa le più clamorose corone. Ella ha saputo tanto scostarsene, che mai non ne otterrà gli applausi».

[233.] È all'indice Furius Coriolanus (cioè Federico Valentino) Bononia, sive de libris sacris in vernaculam linguam convertendis.

La regola IV dell'Indice edito per ordine del Concilio Tridentino pone: «Essendo manifesto dall'esperienza che, se la sacra Bibbia in lingua vulgare si permetta senza distinzione, ne vien più detrimento che utilità, in grazia della temerità degli uomini, stiasi in ciò al giudizio del vescovo o dell'inquisitore, acciocchè col consiglio del parroco o del confessore possano concedere di legger la traduzione de' libri santi fatta da cattolici, a coloro che capiscano poter trarre da tale lettura non danno, ma aumento di fede e di pietà.

«Lo stesso dicasi pei libri vulgari di controversie fra cattolici ed eretici del nostro tempo» (Regola VI).

[234.] Manuscritto della Magliabecchiana, classe XXV, 274, al marzo 1549.

[235.] Storia della Scultura.

[236.] È chiamata missa papæ Marcelli, ma non par vero la componesse per difendere la musica sacra davanti a Marcello II, il quale non regnò che 22 giorni. La compose per commissione di san Carlo, e fu cantata nella cappella Sistina il 19 giugno 1565.

[237.] Il padre Pietro Canisio di Nimega, gesuita, fu uno de' più operosi avversarj della Riforma. Assistette al Concilio: fu spedito a missioni importantissime: fondò Congregazioni in onore della beata Vergine, in molti luoghi e nominatamente a Messina; procurò la istituzione del collegio Germanico a Roma, e del collegio di San Michele a Friburgo, che fu il centro della resistenza in Svizzera. In tale opera l'ajutò assai il nunzio Bonomo. Colà morì il 1597, e fu beatificato nel 1865.

[238.] «C'è un libretto che si fa imparar a memoria ai fanciulli, e sul quale sono interrogati in Chiesa. È il catechismo. Leggetelo, e vi troverete la soluzione di tutte le quistioni. Domandate al cristiano donde viene la specie umana; e lo sa. Dove va? lo sa. Come si va? lo sa. Dimandate a quel ragazzino che non vi ha mai pensato, perchè egli è su questa terra, che cosa diverrà dopo morte; egli vi farà una risposta sublime, che forse non comprenderà, ma non per questo è meno ammirabile. Dimandategli come il mondo fu creato e a qual fine, e perchè Dio ha posto animali e piante; come la terra fu popolata d'uomini; se da una sola famiglia o da molte; perchè gli uomini parlano diverse lingue; perchè soffrono e si fan guerre, e come ciò andrà a finire: egli sa tutto. Origine del mondo, origine della stirpe umana, differenza delle razze, destinazione dell'uomo in questa vita e nell'altra, relazioni dell'uomo con Dio, doveri dell'uomo verso i suoi simili, diritto dell'uomo sul resto del creato, nulla, egli ignora. Più adulto, non esiterà a dirvi il vero sul diritto di natura, sul diritto politico, sul diritto delle genti, perchè tutto ciò scaturisce chiaramente e naturalmente dalla dottrina cristiana». Th. Jouffroy, Mélanges philosophiques, vol. I, p. 470.

Il Thiers scrive che il catechismo e la scuola parrocchiale del villaggio saranno l'unica salvezza della Francia.