[312.] Il celebre Bartolomeo Chieccarelli, per ordine del vicerè duca d'Alba raccolse in diciotto volumi di manoscritti giurisdizionali tutte le scritture attenenti alla giurisdizione regia, e non furono mai stampati. Ciascun volume si riferisce a un ramo particolare, e l'ottavo è appunto Del Sant'Uffizio dell'Inquisizione, dove sono registrate le vicende di questo tribunale nel napoletano dal 1269 al 1628. Nel grande archivio di Napoli sta pure manoscritta una Breve raccolta di varie notizie contro il Sant'Uffizio, che servir possono per istruzione di ogni deputato eletto contro il medesimo: e fu fatto nel 1747 a proposito dell'editto di Carlo III. È piuttosto una declamazione, volendo far ridurre le procedure come usavansi nei primi otto secoli della Chiesa; ed è scritto certamente da un legale, e con vigor di stile e franchi pensamenti.

[313.] Di Giovanni, Cod. Dipl., t. I, diss. 2.

[314.] Epp. 69 e 70.

[315.] Vedi Gaetani, Santi Siciliani, ma esagera.

[316.] Nell'atto di dotazione della Chiesa di Messina: Pirri, Not. Ecclesiæ Messan., al 1090.

[317.] Pirri, Not. Eccl. Sirac. ad ann.

[318.] Lib. II, c. 18.

[319.] Lib. II, c. 45.

[320.] Muratori, Rer. Italicarum Script., t. VI, col. 616. Vedi Discorso storico della cattolica religione nel regno di Sicilia in tempo del dominio dei Saraceni, di Antonino Mongitore, 1762.

[321.] In Chron. Fossæ Novæ, pag. 876, e ne fa pur cenno la cronaca dell'anonimo cassinese, all'anno 1185.