[322.] Voltaire scrive che l'Inquisizione fut en Sicile, plus encore qu'en Castille, un privilège de la couronne, et non un tribunal romain, car en Sicile c'est le roi qui est pape. Essai sur les Mœurs, c. CXL. Il Mac Crie fra i tanti errori di cui tesse la sua Storia dell'origine ed estinzione della Riforma in Italia, racconta che un Benedetti, soprannomato Locarno, nel 1546 predicò a lungo in Palermo la Riforma, protetto dal vicerè don Pedro di Cordova e maschere di Terranova. Pedro de Cordova non fu mai vicerè in Sicilia, dove dal 1535 al 1546 era vicario don Fernando Gonzaga, che istituì la celebre Confraternita de' Bianchi: solo un momento nel 1536 lasciovvi come presidente il marchese di Terranova. Che il Locarno avesse a Palermo numerosissima udienza nessun altro lo dice fuor del Mac Crie. Il Camillo Siculo, ch'egli cita come maestro di Lelio Soccino, stette in Valtellina, dove lo troveremo. Vedi Galeotti, Dispute con un ministro valdese per certi appunti fatti alla storia del Mac Crie. Palermo 1863.
Nelle Istruzioni del Sant'Uffizio del Regno di Sicilia per uso e comodo delli 1212 commissarj del regno, è quest'orazione: Domine Deus omnipotens, pater Domini nostri Jesu Christi qui dignatus es hunc famulum tuum ab errore hæreticæ pravitatis (Luteranæ, sive Calvinistæ, sive Protestantium, sive Indipendentium, sive Multiplicantium, sive Anabaptistarum, sive Libertinorum, sive Quakerorum, sive alterius) clementer eruere, et ad Ecclesiam tuam sanctam catholicam revocare, ecc.
[323.] Di Giovanni, Ebraismo di Sicilia, cap. XXVI.
[324.] Federico Badoero residente veneto, nella relazione che fece al senato veneto nel 1557 dice: «Nelle cose di religione vivono quei popoli molto divotamente, ma da pochi anni in qua vi si sono scoperti de' Luterani; e l'uffizio di quell'Inquisizione è intorno a ciò molto occupato, e si può senza pregiudizio dei buoni ben affermare esser verissimo quel detto di san Paolo, che tutti gli isolani erano cattivi, ma i Siciliani pessimi».
[325.] Bartoli, Vita di sant'Ignazio, lib. II, c. 42.
[326.] Hottinger, Hist. eccles. t. IX, p. 200.
[327.] Teofilo Betti, nel Giornale Arcadico.
[328.] Mazzucchelli, Scrittori d'Italia ad vocem.
[329.] Seckendorf, Hist. luter., t. III, p. 68 e seg.
[330.] Quindi niente più sciocco del libro recentemente stampato, Storia dell'Inquisizione, ossia le crudeltà gesuitiche svelate al popolo italiano.