[383.] Il processo esiste ms. nell'Ambrosiana di Milano, segnato R. 109, in-fol.

Del resto, giocolieri spertissimi non mancavano, e Ortensio Landi (Comm. delle cose notabili e mostruose in Italia) dice: «In Venezia trovai un Siciliano il quale scriveva in uno specchio d'acciajo, e quel che nello specchio scriveva, ve lo faceva per riflesso leggere nella luna... faceva apparir una mensa carica di ottime vivande, e poi come fumo faceva ogni cosa sparire. Poneva un pezzo di carta non nota ove erano scritte alcune parole, od una serratura, e incontanente se gli apriva ogni ben serrata porta. Cavava ogni grosso chiodo coi denti. Convertiva in oro il rame, il ferro, il piombo, e ogni metallo col spargervi sopra una certa polvere non più veduta. E alla presenza mia e di tre altri fece parlar una testa di morto».

[384.] Crepet, De odio Satanæ, lib. I, diss. 3.

[385.] Stuttgard 1843.

[386.] Picot, Histoire de Genève.

[387.] Paoletti, Istituz. criminali.

[388.] Manuscritto nella Magliabecchiana, Cl. XXIV, 65.

[389.] Il famoso Peiresc al 28 giugno 1615 da Aix scriveva a Paolo Gualdo a Padova: «Il medico che mi cura, desidera con passione d'avere un libro Baptistæ Codrunqui medici imolensis de morbis ex maleficio, per causa di certe monache di questa città in assai numero, che si trovano inferme di malattie incognite e soprannaturali».

[390.] Ep., lib. III.

[391.] 2 gennajo 1610.