[399.] Non inveniatur in te... qui querat a mortuis veritatem. Deuter. XVIII.
[400.] Il cav. Des Mousseau pubblicò, tra varj libri sulla magia e lo spiritismo, Mœurs et pratiques des Demons (Parigi 1866), e varj vescovi gliene fecero congratulazioni, asserendo non potersi che ai demonj attribuire i fatti del moderno spiritismo.
Vedi anche Rizouard, Des rapports de l'homme avec le démon.
[401.] Traité du Saint-Esprit, par M. Gaume. Paris 1864, 2 vol.
[402.] Vedi sopra a pag. 340.
[403.] Il Serristori, ambasciador di Toscana, andò, non sapeva se a congratularsi seco o condolersi del peso toccatogli, e Pio rispose, esservi più ragione di compatirlo; avrebbe ricusato se non avesse temuto che il papato venisse al cardinal Morone «o qualche altro soggetto, con molto danno di questa santa sede» (Legaz. del Serristori, pag. 422). Il Serristori replicò che l'egual timore era entrato nel granduca, onde avea ordinato che dal papato si eccettuassero Ferrara, Farnese, Morone: questo pel medesimo rispetto che avea avuto sua santità, quelli perchè molto lontani dal servizio della santa sede.
[404.] Dispaccio 16 febbrajo 1566.
[405.] Lettera 18 maggio 1566.
[406.] Carteggio dell'ambasciatore veneto, 29 luglio 1581.
[407.] È tratta dall'Officio della Madonna dei Domenicani come quest'altra,