Al 28 aprile 1563, Jacobo Guida scriveva al duca da Trento (nº 4015 del Carteggio mediceo):
«Venne qui nuova, li 24 di questo, a monsignor d'Augusta, ambasciador dell'illustrissimo duca di Savoja, d'una congiura che s'era scoperta di certi Ugonotti di ammazzare quel duca e duchessa ancora, ed essersi scoperta in questo modo. Un portiere di s. e., ingelosito che un suo segretario non si raggirasse intorno alla moglie, venne seco alle mani, tanto che l'ammazzò, sebbene egli restò ferito assai malamente: e preso dalla giustizia e condannato alla morte, pregò quegli ministri che dovessino sopratenere tanto l'esecuzione contro di lui ch'egli potesse far intendere a s. e. alcune cose che gli sarebbono di salute, rimettendosi alla bontà sua, intesa che n'avesse l'importanza, del campargli poi o no la vita, avendo fatto quanto aveva per il suo onore. Rivelò adunque come, per opera del principe di Condé, tre camerieri di s. e. avevano determinato di torle, e alla duchessa ancora, la vita, e che un italiano, che si tratteneva in quella Corte, era stato a nome del medesimo principe ricercato, che, preso da lui conveniente stipendio, si trattenesse in quella Corte per potergli far un dì qualche rilevato servigio, al che l'italiano non volle consentire altrimenti. Questi tre camerieri furono presi subito per intender da loro tutto il disegno, e gli altri capi ed interessati. E di pochi giorni innanzi era venuto nuova che monsignor illustrissimo di Lorena aveva in Venezia avuto lettere che la regina di Scozia aveva portato pericolo della vita per modo insolito: che in camera sua era entrato sotto il letto, poche ore innanzi che ella se n'avesse a ire a dormire, uno armato tutto d'arma bianca per ammazzarla la notte. Ma successe che, parendogli di sentire qualche poco di movimento, e facendo cercare tutte le stanze sue contigue alla camera, nè trovando cosa alcuna, commesse ancora che si vedesse sotto il letto. Dove scoperto costui, e fatto mettere in mano della giustizia, pare che dapprincipio dicesse che, preso dall'amore di lei, si fosse messo a questo, ma che poi in ultimo, stretto dai tormenti, confessasse che vi era stato indirizzato per ammazzarla, ma da chi non si sa ancora.
«Posso dire di più che di Francia è stato scritto a monsignore cardinale di Lorena come, sendosi inteso ch'egli pigliava una villa qui vicina a cinque miglia per trattenervisi alle volte in questa state, vi era chi disegnava contro la vita sua, e che per niente non la usasse altramente».
[421.] Bolla di Pio V, 1569.
[422.] Literæ SS. D. N. Pii V super creationem Cosimi Medicis in magnum ducem provinciæ Etruriæ ei subjectæ. Firenze 1570.
[423.] Archivio di Stato, Carteggio universale, N. 44.
[424.] Carteggio universale, N. 30.
[425.] Carteggio di Cosimo, filza XXIX.
[426.] Carteggio universale, N. 161 al 1561.
[427.] Legazione di Roma, N. XI.