[428.] Ill. Domine frater noster honorande,
Scimus excellentiam tuam non ignorare S. D. N. hisce proximis diebus nos super negocio fidei deputasse. Verum, quia in præsentia ex officio nobis injuncto est super aliquibus rebus agere, atque a Petro Martyre, ordinis canonicorum lateranensium, de eis informari cupimus, exc. tuam enixe rogamus, velit, pro singulari suo in Christo amore, ac in hanc sanctam sedem apostolicam studio dare operam ut, quanto honestius et cautius fieri possit, idem Petrus capiatur, et ad nos eodem modo quo rev. dominus cardinalis Burgensis collega noster scripsit, cum alio fratre lucensi transmittendum curret etc.
Romæ XVII kal. octobris MD. XXXXII.
Cardinales deputati, Io. Petrus.
Cardinalis S. Clementis.
Cardinalis Burgensis.
P. Cardinalis Parisiens?
B. Cardinalis Guidicionus.
Archivio Mediceo, cartella 3717.
[429.] «Illustrissimo patrone. Io ricèvetti le di v. e. delli XI, al solito gratissime, insieme con la copia delle lettere scrittele dal commissario di Pisa sopra quello frate Cilio da Turino che le ho fatto intendere. E non pensi v. e. che quanto io ho scritto sopra ciò sia stato senza causa, chè mi pareva veder ordito una tela cui faceva ricordare di frà Girolamo al tempo del magnifico Piero de Medici, di che mi ricordo bene. Ma penso per grazia di Dio ne siamo presso che fuora, mediante le buone opere di frate Bernardino da Siena generale de' Cappuccini, che avrà chiarito che non sempre è oro quello che luce. Credami V. E. l'amor mi fa dire non meno ch'ella ha da guardarsi dagli eretici che ci abbiamo noi prelati, perchè menano la folla contro a tutte le potestà, ecc.
«Di Perugia XVI di settembre 1512.
Cardinale De Pucci.
Archivio Mediceo, fascio 5717.
[430.] «Confidando s. s. nella buona e cristiana mente et intentione delle E. V., sicurissimo che non dispiacerà a Lei quel che mi ha ordinato che le faccia intendere, come è pesato oltre modo alla santità sua, e vi farà subito la provisione che le si ricorda, si è novamente ridotto in Pisa un pessimo spirito, chiamato Celio da Turino, quale pubblicamente e in più luoghi ha fatto professione di luteranesimo, et ultimamente trovandosi in Lucca, ove si dimostrò tale, ne è stato bandito, e si è ricovrato in Pisa, ove, sotto professione di maestro di scuola, ha insegnato quella mala setta et eresia. Il che essendo della importanza che v. e. può per sua prudenza considerare, ha bisogno di presto rimedio, onde s. b. la ricerca e stringe quanto più può per debito dell'offizio suo a mandar subito commissione al suo offiziale in Pisa che lo faccia carcerare et tenere sotto buona custodia, finchè si sarà fatta palese l'iniquità sua e castigata per esempio degli altri ecc.