[437.] Il De Thou accusa Achille Stazio, valente letterato portoghese, cantore d'un poema sulla Vittoria di Lepanto, d'aver denunziato il Carnesecchi. Fra i 430 e più testimonj sentiti nel costui processo, o nominati come correi, lo Stazio non compare.
[438.] Le due lettere sono nel Laderchi, vol. XXII, pag. 97, 98.
[439.] Nominatamente Pero Gelido suddetto e Pietro Leone Marioni.
[440.] Il Gibbings crede alluda all'imperatore. Vedi qui sopra a pag. 324.
[441.] Forse il Paleario.
[442.] Arch. Toscano. Appendice al carteggio di Roma, filza IV.
[443.] Ibid.
[444.] Legazione di Averardo Serristori ambasciadore di Cosimo I a Carlo V e in Corte di Roma 1537-1568 (Firenze Le Monnier 1853).
[445.] Per soddisfazione della regina Caterina De Medici, il papa non esitò a mandarle il processo, che così venne conosciuto anche fuori del Sant'Uffizio. Gli estratti ne sono prodotti dal Laderchi, tom. XXII, p. 325; poi fu stampato da Richard Gibbings, Report of the trial and martyrdom of Pietro Carnesecchi. Dublino 1856.
Il Serristori scrive al 19 luglio. «Quanto più s'allunga il processo, le condizioni si peggiorano, al rovescio di quel che il Carnesecchi aspettava.