[468.] Id. Id. filza 155.
[469.] Id. Id. filza 161.
[470.] Id. Id. filza 212 al 977.
[471.] Id. Id. filza 217 al 73.
[472.] Id. Id. filza 206 e 214.
[473.] Vedasi Celsus Minus senensis, disputatio in hæreticis coercendis quatenus progredi liceat, ubi nominatim eos ultimo supplicio affici non debere aperte demonstratur. Christlingæ 1577. Nel 1584 fu ristampato con due lettere di Teodoro Beza e di Andrea Dudicio sul tema stesso e in contraria sentenza.
[474.] Archivio della Segreteria Vecchia, N. 3101 e seguenti.
[475.] Thalmudicos hebræorum libros, impiæ ac prodigiosæ doctrinæ quos Judæi ex omni ferme Italia in eam urbem tamquam in commune judaicæ nationis asilum convexerant.
[476.] Ritrovi simili continuarono poi sempre in Siena, finchè non sottentrò alla benevola affabilità la moderna idrofobia: e i padri nostri ricordavano la spezieria di Giovanni Olmi, alle Logge del papa, buon chimico e intagliatore, dove s'univano uomini che onoravano Siena, e dove s'ammansiva persino Vittorio Alfieri.
Fra le lettere di congratulazione dirette a Girolamo Gigli pel suo Vocabolario Cateriniano, n'ha una di Antonio Pizzicagigli di Reggio, fondator dell'Accademia degli Artificiosi, data da Roma il 30 giugno 1719, ove loda «la dottrina evangelica della santa Vergine, la quale fu certamente colonna di fuoco accesa da Dio nel cielo della santa Chiesa per illuminare gli errori di quel secolo perverso e scismatico, e fu similmente colonna di nuvola per distillare manna di saporitissima locuzione all'eloquenza vulgare mediante il dolcissimo sanese dialetto...» E soggiunge che puossi «dire che ogni privata casa di Siena sia un'accademia di ben parlare ed un areopago del buon vivere cristiano, secondo che si vede nella numerosa serie de' servi di Dio, la chiarezza dei quali (disse il gran cardinale Federigo Borromeo) fa distinguere il vostro benedetto paese fra altri, nel modo che la via lattea, tanto spessata di stelle, fa scomparire le altre parti del cielo».