«Di Menzano il dì XXIX di agosto MDXLIIIJ.
«Di V. S. R. Osservandissimo Aonio Paleario».
Nella Biblioteca Ambrosiana di Milano vedemmo pure varie lettere, anche autografe, del Paleario: loda grandemente i Milanesi e i decurioni perchè anche nella carestia non lo lasciarono mancare di nulla: altrove al noto storico Michele Bruto si querela perchè avesse stampato una lettera di lui senza informarnelo.
Nel suo processo mss. alla Magliabecchiana, segnato 393, è inserita in istampa l'orazione sua detta a Siena.
Sono stampati a Venezia per Francesco Franceschini, 1567, i Concetti di Aonio Paleario per imparare insieme la grammatica e la lingua di Cicerone, ecc.: ma realmente sono di Lazzaro Bonamici, mentre del Paleario è soltanto il Supplemento de' concetti della lingua latina.
[488.] Nello statuto del 1308, manuscritto nell'Archivio di Stato, liber tertius, rub. CLV, leggesi:
De hereticis et patarinis et sodomitis expellendis de civitate, et pena eis danda.
Et (ego lucanus potestas) purgabo civitatem lucanam, districtum et episcopatum hereticis et patarinis et sodomitis et aliis iniquis septis, quos omnes punire debeam et tenear in libris CCC in quibus tenear condepnare et insuper ponere eos in bannum perpetuum, et tenear dari facere de dictis CCC libris, centum accusanti vel denuntianti vel tantum de eius bonis quantum valeant ad voluntatem accusantis si legitime de maleficio probaverit accusator vel denuntiator. Et si predictam condepnationem non solverit accusatum vel denuntiatus ipsum corpore puniri faciam si quo tempore mei regiminis reperti fuerint sine ulla fraude, et de ipsis hereticis expellendis in vabo lucanum episcopum et lucanum capitulum si me inde inquisierint, et per me et meam curiam tenear predicta invenire bona fide sine fraude et etiam minare omnem personam que a Romana Ecclesia officium circa vel iurisdictionem haberet. Item ego lucanum regimen tenear vinculo juramenti observari facere omnes constitutiones quas olim dominus Clemens papa bone memorie fecit contra hereticos utriusque sexus et eorum bona et eorum occasione confirmavit et approvabit, non obstantibus suprascriptis.
[489.] Costui era vissuto da scapestrato e incredulo, ma nella Storia di Lucca del Cividali, manuscritta, p. 601, troviamo questo Pietoso ricordo mandato da Pietro Fatinelli alle sue sorelle monache poco innanzi di morire.
«Oh! ancora Saul fra i profeti vi doverà parere men nuovo che io, tanto gran peccatore, venghi a parlare della parola di Dio, perchè lo spirito dove vuole spira. Pietro negò, e Paulo fu converso a Cristo, perseguitando egli gli apostoli suoi; rendendo dunque grazia all'Onnipotente Dio et a Gesù Cristo, il quale venne per salvare i peccatori, che mi ha aperti gli occhi, che comincio a conoscerlo per fede, per sua sola bontà e misericordia, non ho voluto mancare di farvi partecipi del frutto di questa mia vocazione, e perchè fra tutte le altre buone opere, sommamente è esaltata l'orazione, come quella che ne approssima e ci congiunge a Dio, voglio con voi ragionare di essa, non già come dottore, ma come discepolo di Cristo, e secondochè dallo Spirito Santo mi sarà comandato di portare acqua al fiume; e benchè io usi presunzione, vi prego che riceviate queste mie vigilie con quella sincerità che ve le mando; e se vi è qualche cosa che vi edifichi, attribuitelo alla bontà di Dio, che me le ha dettate, avendo io la mente applicata nel suo nome, e quello che altramente sarà, reputatelo a me, perchè in questo, uomo, non posso operare cosa alcuna buona, e se intenderò che vi satisfacciano, mi darete animo di mandarvene delle altre.