1553 «....... Si fecero alcuni buoni ordini sopra la religione e fu spedito a Roma messer Agostino Ricchi all'arcivescovo di Rangia, affinchè facessero insieme buon uffizio, referendo però con li deputati e signori sopra l'Inquisizione, imperocchè vi era stato qualche malo spirito et inquieto o maligno animo che a quelli aveva referto male della città, la quale invero non preteriva cosa alcuna della vera osservanza et obbedienza della Chiesa. Dapoi per maggior diligenza del sagro culto si diede cura a Girolamo Arnolfini, Bartolomeo Pighinucci, Michele Diodati, messer Libertà Moriconi, Francesco Camicioni, Bernardino Cenami, messer Bernardo Manfredi, Ferdinando Giovanni Battista Bonella e Cristoforo Bernardi, che fossero col reverendissimo vescovo di Lucca per esaminare e deliberare quello che fosse da farsi per satisfare appieno alli reverendi cardinali dell'Inquisizione di Roma in modo che la loro città restasse appresso di loro in buon concetto, e così fecero in breve, mandando per ciò a Roma messer Girolamo Lucchesini, a Firenze fu mandato messer Nicolao Guidiccioni, mentre che messer Giovanni Tegrini vi era per un anno. Fecero li nove cittadini sopraddetti alcune provigioni in favor della religione e pubblicamente furono manifestate». (Ivi).

Anno 1555 «..... Continuando pure in Italia le opinioni, o per meglio dire l'eresie luterane, et ancora a Lucca alcuni a quelle aderendo, ma la città in generale et il proprio governo essendo d'animo tutto contrario, anzi ben disposto di seguire le pedate degli antichi e sotto l'obbedienza della santa Chiesa, per ciò per ordine del magnifico consiglio si creò un magistrato sopra la religione con autorità convenevole, per il che si fece conoscere a Sua Santità et a reverendi inquisitori in Roma, avendo essi mandato un certo breve, che i signori Cattolici erano persecutori degli eretici et inclinati al sagro culto, e li mandarono l'instituzioni fatte per il detto magistrato acciocchè essi avessero a vigilare per eseguire la punizione di chi errava, e gli eletti a questa cura furono messer Tobia Sirti, frate Michele Serantoni, Guglielmo dal Portico, messer Benedetto Manfredi, Francesco Camicioni, Baldassar Guinigi». (Ivi).

Anno 1558 «Non restando di travagliare la città in questi tempi alcuni che pure seguivano le opinioni contrarie alla Chiesa di Roma, ancorchè ogni giorno se ne facesse legge e proibizioni di non poterne nè pur ragionare, non che seguirle, con tutto che si stesse vigilanti contro questi tali in favor della religione per mostrare finalmente al mondo quanto dispiacesse a quelli del Governo che i suoi cittadini e sudditi non si dimostrassero veri et obedienti figli della santa Madre Chiesa Cattolica Romana, non ebbero respetto nè a parentadi nè a nobiltà nè a cosa alcuna, per l'offizio sopra ciò deputato si procedeva contro dei beni confiscati dell'infrascritti cittadini dichiarati ribelli benchè assenti et abitanti in Ginevra terra d'eretici, cioè: messer Nicolao Liena, Girolamo Liena, Cristofano Trenta, Guglielmo Balbani, Francesco Cattani, Vincenzo Mei.

Anno 1561 «...... Si elesse un offizio di nove cittadini per causa della religione e per satisfare ai reverendi cardinali sopra l'inquisizione ai quali tutta volta era rappresentato male calunniando a torto la città; e li cittadini eletti a tal cura furono questi: messer Giorgio Franciatti, Girolamo Lucchesini, Benedetto Manfredi, Iacopo Arnolfini, Bernardino Cenami, Libertà Moriconi, Nicolao Burlamacchi, Iacopo Micheli e Pietro Serantoni».

Anno 1563 «....... Il cardinal Borromeo, stretto parente del papa et amicissimo di questa terra, scrivendo faceva grande istanza che si facesse provvigione e notabile impresa contro i Lucchesi che erano in Francia e non vivevano cattolicamente, e tanto più sollecitava essendo terminato il concilio di Trento per il che bisognò procedere severamente e senza respetto contro que' tali e si eseguì la volontà di s. s. appieno».

Anno 1569 «A dì 25 ottobre venne la nuova che gli Ugonotti, eretici e contrarj agli ecclesiastici di Roma, furono rotti e messi la più parte a fil di spada nelle parti di Francia dove era suscitata et ampliata questa setta, di che si fece pubblica dimostrazione di allegrezza per tutta Italia et in Lucca ancora ad esempio degli altri, come d'animo tutto conforme agli altri cattolici e fedeli a santa Chiesa».

[494.] Non fu dunque una migrazione contemporanea; e caviamo dal Tommasi (Sommario di storia lucchese) la lista de' Lucchesi condannati, colla data della riformagione che li chiarisce eretici e ribelli.

[495.] Raynaldi, ad annum 1562.

Ecco un decreto del 10 aprile 1562 in materia di religione: