Vostra eccellenza deve sapere come questo anno in questa città si fa il Capitolo delli frati di Santo Agostino, il qual'hora si ritrova essere principiato: e perchè pare consuetudine che, per il tempo ch'egli dura, il pergamo della chiesa cathedrale suol essere deputato a quella religione, il Capitolo della quale si celebra, acciochè li frati d'essa possano predicarvi a lor piacere, egli così havendolo domandato qui questo anno, il reverendo vicario di monsignor il vescovo ricercatone, anche dalli magnifici conservatori, s'era contentato che essi, secondo il solito, l'havessero. E perchè si ritrovava essere qui un frate di zoccoli, qual vi predicava, ben comportato dal precitato vicario et con licenza sua, e per certe conclusioni quali gli erano state mandate dalli precitati frati di Santo Agostino, per le quali s'erano scambiate alcune parole tra il precitato predicatore di zoccoli et il frate che gliel haveva portate era nata qualche altercatione et alteration dell'animo d'esso predicatore, per la quale pare che nella predica del venerdì lui con qualche parola pungesse questi frati de Santo Agostino; havendone loro inteso qualche cosa, mandarono alla sua predica di hier mattina due deli loro frati, dali quali esso fu notato che, nelle due infrascritte cose, havesse predicato a carico della loro religione: l'una che raccomandando lui al popolo li detti frati de Santo Agostino acciò che gli porgesse ajuto de limosine in questo Capitolo, haveva soggionto, che, oltra questa limosina attuale, pregava ii popolo che ne facesse anche loro un'altra spirituale, cioè di pregare Dio che inspirasse li cuori di tutti quei frati a fare elettione de predicatori et confessori, li quali predicassero et confessassero più catholicamente che fin qui non havevano fatto: l'altra che, annonciando al popolo il giubileo e plenaria indulgenza che haveva concessa Nostro Signore a questi frati per questo loro Capitolo, haveva detto: Io credo bene che sarò forsi riputato un buffone da loro, facendomi essi annonciare quell'in che non credono. E così essendosi per detti due frati di Santo Agostino, quali havevano udita questa predica, riferito à tutti li altri questi due punti, vennero dopo desinare a me alcuni de' loro, mandati in nome di tutto 'l Capitolo, li quali mi dissero quanto io ho soprascritto a vostra eccellenza della consuetudine del deputare il pergamo del Duomo alli frati che fanno il Capitolo, et della promissione che n'era stata fatta loro, la quale non ostante ci predicava un frate di zoccoli, il che loro dicevano non curare però molto, perchè poteva predicare nella loro Chiesa. Ma che ben havendo il Capitolo inteso che nella sua predica di hier mattina il detto frate haveva nelle sopraddette due cose tassato et infamato molto tutta la loro religione, n'haveva sentito incredibil dispiacere, et tutti li frati se n'erano gravati, et che essi in nome de tutti erano venuti a dirmi che, desiderando loro giustitia dalle false calunnie che gli erano state date, volevano questa mattina predicare sul detto pergamo del Duomo un loro frate secondo l'ingiuria che da esso pergamo gli era stata fatta, overo quando pur quest'altro di zoccoli ci dovesse predicare loro voleano similmente mandare loro frati, li quali gli rinfacciassero tutto quello che haveva detto della religione essere falso, mostrandosi in questa cosa molto offesi d'esser talmente ingiuriati, che non potevano senza gran disonore lasciar di risentirsene. Io che cognoscevo che, quando non havessi messo le mani dinanzi a questo loro animo, poteva facilmente per questa gara nascere qualche gran seditione et disordine, non quanto fosse per li frati soli, che quando la cosa havesse dovuto solamente passare tra frati e frati non me ne sarei curato; ma per rispetto di quelli della terra, li animi delli quali havrebbono potuto applicarsi qual ad una openione et quali ad un'altra, et massimamente essendovi pur molti cervelli intelligenti et svegliati come ci sono; e però parendomi mio debito provedergli con ogni studio, risposi loro, che di quanto mi riferivano essere stato predicato da questo frate a carico della loro religione io non sapevo cosa alcuna, perchè non ero stato a quella predica, nemeno da altri n'havevo sentito ragionare: ma che bene tenendo il luoco che tenevo, l'uficio mio era di non lasciare pullulare contese nè discordie, ma di spegnerle et conservare la unione e la pace in la città, e che ricordavo anche loro che era cosa molto più conveniente a buoni religiosi il trattare questa cosa amichevolmente et fra poca brigata, che esclamarne et contenderne publicamente; e che, fin che fra loro non erano d'accordo, io non volevo che nè l'uno nè l'altro predicasse nel Duomo. Loro mi risposero essere apparechiati a parlarne in presenza mia col precitato frate zoccolante, e che ogni volta che lui disdicesse quanto l'haveva detto a carico della religion loro erano satisfatti, et metterebbono la cosa in silentio. E mi ricercarono che io lo mandassi a chiamare, il che non mi parendo de fare così improvisamente, mandai prima a chiamare il reverendo guardiano di essi di zoccoli, il qual venuto e me insieme con un altro frate di suoi, qual diceva essere stato a quella predica, et essendosegli comunicato la doglianza che facevano questi frati de Santo Agostino, esortandolo a vedere d'accomodare questa differenza, lui respose essere nuovo di questa cosa perchè non era stato alla predica, e che quando pur esso predicatore havesse detto qualche cosa di dispiacere alli Augustiniani, l'haveva forsi fatto provocato da colera per una mentita che gli haveva dato quel frate che gli portò le conclusioni. Et il frate che era col precitato guardiano, et che diceva essere stato alla predica, affermava chel predicatore non haveva detto quelle cose del modo che le esponevano li frati de Santo Agostino. Replicavano il contrario li augustiniani, et dicevano havere già fatto examinare molte persone, le quali erano state alla predica, et che havevano deposto la cosa nel modo che loro la narravano, e che se il frate di zoccoli era stato ingiuriato da alcuno delli loro, doveva modestamente dolersene a li suoi superiori, li quali non seriano mancati di farne opportuna dimostratione, e non in publico biasimare tutta una religione, e mettere male impressioni nelle orecchie delli auditori, et tanto maggiormente che, come diceva il procuratore generale d'essi Augustiniani qual si ritrovava presente a questo ragionamento, era di pochi mesi inanzi stata fatta una constitutione da molti reverendissimi deputati da nostro signore che nel pergamo niun frate dovesse predicare a carico d'alcuna religione: ma se si haveva notitia che alcuno fosse in qualche errore o incredulità, si deferisse alli precitati reverendissimi deputati. Finalmente, di parere del precitato guardiano si mandò a chiamare il precitato predicatore di Zoccoli che dicono sia un frate Francesco Farino de Monferrato, e così venuto dinanzi a me, li precitati Augustiniani cominciarono a replicare il sopra detto, lui havere detto a loro carico, gravandosi delle calunnie che lui gli haveva date, et instando che lui le negasse overo, le disdicesse, altrimenti che essi se ne risentirebbono davanti altro più competente giudice, et non tacerebbono anche quanto incontro potevano dire. Il prefato predicatore con molta patientia e con tutta quella consideratione che havrebbe potuto fare, cominciò a dire che li frati adversarj dicevano la bugia, et lo imputavano di quel che esso non haveva detto; riferendo quanto alla prima oppositione havere simplicemente detto chel popolo pregasse Dio ad inspirare quei frati che facessero elettione di predicatori et confessori che predicassero et confessassero catholicamente: e non havere detto che quello non havevano fatto sin qui. Quanto alla seconda, havere detto che se tutti li frati di Santo Augustino fossero come erano alcuni dei loro, lui sarebbe riputato un buffone a predicare per loro quel che non credevano. Se per la prima li Augustiniani, anchor che dicessero haverne molte prove, mostravano restare satisfatti, poi che lui proprio s'era disdetto, sopra la seconda si dolevano di lui in qualunque modo sel havesse detta, dicendo che fra loro non conoscevano alcuno nè pur un solo che non credesse catholicamente, ma che tutti si riputavano fedelissimi Christiani. Sopra questo il precitato frate cominciò a nominargli un certo frate Giulio di Santo Augustino, qual diceva essere già stato perseguitato per incredulo; al che essi Augustiniani respondevano che frate Giulio non era delli loro, ma era delli Conventuali. Questo alla prima vedendo esso predicatore che li precitati Augustiniani toglievano la sua resposta per una disdetta, cominciò ad adirarsi, et a dire che per questo lui però non si disdiceva, ma quanto haveva detto, era ben detto e che non venisse voglia alli adversarj d'andarsi gloriando d'haverlo fatto disdire, perchè così non era l'animo suo, et che, anchor che lui fosse qui di transito et gli importasse il partire, voleva però predicare ancho questa mattina acciò che li precitati Augustiniani non dicessero che, se ne fosse fuggito, e cominciò ancho a tassare uno d'essi Augustiniani, qual ha predicato qui questa quaresima, che havesse messo in dubio il purgatorio, come a lui era stato riferito, il qual predicatore di Santo Augustino respose non havere mai parlato parola del purgatorio in le sue prediche, e che quanto lui haveva predicato era stata vera dottrina christiana, et era paratissimo a così sostentare: e quando gli fosse fatto constare d'havere mal detto, che nol credeva ridirsi con la propria lingua. Et così essendo sin presso a sera durata questa quistione senza pigliare forma d'acquetarsi e concordarsi, et in la quale anchor che quei frati di Santo Augustino sempre procedessero molto costumatamente e con humanissime parole, nondimeno quell'altro di zoccoli per il primo procedeva rottamente et in colera, io li risolsi chiaramente che io non volevo che loro mi mettessero la città in conquasso et in rotta con le sue discordie et suoi dispareri. E che però, quando fra loro non rimanessero d'accordo, non pensassero alcun di loro di predicare questa mattina nel Duomo perchè non mi pareva che l'havessero a fare così partiti da me. E sapendo che havevano a ridursi al precitato vicario, feci tal ufitio, et tenni tal modo con lui, che 'l dispose quel frate di zoccoli a non predicare altrimente questa mattina nel Duomo; ove lui così non ha predicato, nè meno vi ha predicato alcuno di quelli di Santo Augustino. Non tacerò che quello di zoccoli disse ancho questa parola; E ci sono stati di vostri frati che sono andati vantando che monsignor Augustino, qual ha predicato quest'advento in Ferrara, n'ha fatto fuggire don Calisto. Al che li Augustiniani resposero che queste erano parole impertinenti e che li Augustiniani non potevano havere detto questa cosa non appartenente a loro, perchè monsignor Augustino non era delli suoi ma è conventuale.
Il tutto ho voluto, parendomi di qualche importanza, fare sapere a vostra eccellenza togliendo solamente il succo e la sostanza di infinite parole che dall'una parte e l'altra furono dette e replicate, e così questa mia glie ne sia per aviso.
La qui alligata è resposta di quella che, addì passati, vostra eccellenza scrisse all'illustrissimo signor duca de Mantova contro quel Guido Del Fante, la qual ha fatto buon frutto. Spero che sua eccellenza con una sua patente data in mano a questi adversarj de Guido comette che, in qualonque luogo del suo Stato egli capiterà, li suoi uficiali gli debbano fare porre le mani adosso et ritenerlo, il che acciò che così possa succedere, li precitati suoi adversarj non mancheranno d'osservare tutti li suoi andamenti per farlo incappare nella rete.
Nè altro mi occorre dire a vostra eccellenza alla qual bacio le mani.
Di vostra signoria illustrissima et eccellentissima
Umil. servitore Battistino Strozzi.
Il libretto ereticale che accennammo fu arso in Roma, e Paolo III andava a scagliare la scomunica contro tutta l'accademia modenese, se il cardinale Sadoleto non si fosse interposto. Sempre incline alla mansuetudine, egli scriveva il 12 giugno 1542 al Castelvetro, che il giorno innanzi in concistoro s'erano portati dei dubbj intorno alla fede d'essi accademici; egli aver mitigato il pontefice: ma gli esortava con paterna tenerezza ad attestare il loro attaccamento alla Chiesa cattolica, e dissipare i motivi di sospetto; e avendo essi risposto com'e' desiderava, ne li congratula, e gli esorta a diriger tutti insieme al papa una lettera protestandosi veri e fedeli figliuoli della Chiesa romana[139].
Gl'imputati cercavano o giustificarsi o scusarsi scrivendo ad esso Sadoleto. Il Castelvetro al 2 luglio lo assicura che il concetto che di lui porta è verissimo, cioè che io non ho opinione alcuna indegna di cristiano vero, nè mai mi feci, fo e farò sospetto d'opinioni nuove e non usate appresso i nostri maggiori, uomini santissimi», e meraviglia come i calunniatori possano brigarsi di lui, che vive tanto appartato.
Alessandro Milani[140] al 3 luglio riflette come i suoi studj sieno di lettere mondane anzichè di sante scritture, e come ami la pace, «la quale non potrebbe essere da maggior incomodo turbata che da quello che la novità delle opinioni apporta»; che la vita sua «nelle cose esteriori non si parte dalle consuetudini della sacra romana Chiesa».
Il Da Porto ai 7 luglio 1542 volgeva al Sadoleto questa lettera: «Le mie opinioni Dio conoscitor ottimo delli umani cuori sa se nuove o sinistre le sieno; e quando ben fossero, per il mio gran silenzio e per la natural inclinazione mia, nemica di dar disturbo e d'offender persona vivente, non potrebbero nuocer ad alcuno, non che facendo tutto il contrario; conciosiacosachè io nè in opinione, nè in fatti, nè in detti mai mi sia discostato, nè sia per discostarmi da quel che ha tenuto e tiene la Chiesa cattolica, sì perchè mi pare che la professione cristiana lo richieda, come per vedere che, altrimenti operando, non vi sarebbe nè l'onore, nè l'utile mio: nè posso farmi a credere che quei gentiluomini, che alla mia disciplina hanno affidato ed affidano il loro sangue e li loro figliuoli avessero ciò fatto se di me avessero pur una minima suspizione d'empietade».