Al tempo di Paolo III Pasquino scriveva:

Ut canerent, data multa olim sunt vatibus æra:
Ut taceam, quantum tu mihi, Paule, dabis?

Ma non tacque, e tra gli altri applicogli il detto scritturale: Zelus domus suæ comedit illum: e che Roma, dopo trovatasi sì male di due Medici, or cadde nella frenesia (Farnese).

Un'altra volta narrava Marforio che un angelo intimasse al papa: «Pasci le mie pecore»; Pasquino replicava aver egli risposto: «La carità ben ordinata comincia da sè». E Marforio insisteva: «È egli giusto di toglier il pane di bocca ai figliuoli per darlo ai cani?»

Un'applicazione in grande de' testi biblici fu fatta in occasione dell'Epifania del 1535, per la gita del papa a Marsiglia.

Il papa diceva: Modicum videbitis me, modicum et non videbitis me, quia vado ad patrem.

Il re di Francia: Tu es qui venturus est, non alium expectamus.

Il cardinale di Cesi: «Io sono una vigna selvaggia: il padre mio era un agricoltore».

Il cardinale di Bari: «Barabba era un ladro».

Il cardinale Campeggio: Filii tui tamquam novellæ olivarum in circuitu mensæ.