Il cardinale di Mantova: Lingua mea calamus velociter scribentis.

Il cardinale di Ravenna: Vade in pace et noli amplius peccare.

Il cardinale Doria: Vade retro, Satana.

Il cardinale di Bologna: Amice, quomodo intrasti non habens vestem nuptialem?

I cardinali spagnuoli: In cathedram Moysis ascenderunt scribæ et pharisæi.

I cardinali nuovi: Laudate, pueri, Dominum, laudate nomen Domini.

Pasquino: Si veritatem dico vobis, quare non creditis?

Non è facile capir tutte le allusioni, e perciò ne lasciammo via molti. Fu anche parodiato il Vangelo, facendone uno secondo Marforio, dove la visione d'Emaus è convertita a tassar papa Clemente, ma più il suo successore.

Un'altra volta era il Liber generationis antichristi filii diaboli. Diabolus genuit papam, papa vero genuit bullam; bulla vero genuit ceram; deinde cera genuit plumbum; plumbum vero indulgentiam; ea vero curenam (assoluzione dal digiuno quaresimale); carena vero genuit quadragenam (la quarantena); ex qua tandem orta fuit simonia, ex qua fuit superstitio, etc.; e dopo la cattività di Babilonia, il cardinale generò il cortigiano, il cortigiano il vescovo suffragante e il commendatore, che generarono la pensione: dalla pensione venne la decima, da questa l'oppressione del paesano; l'oppressione generò la collera, e questa l'insurrezione, nella quale si rivelò il figlio dell'iniquità che chiamasi Anticristo.

Gli è per tali profanità che delle pasquinate ebbe ad occuparsi anche il Concilio di Trento, perocchè alcuni, e specialmente il legato Del Monte, voleano si provvedesse all'abuso che in essi faceasi de' testi sacri, convertendoli o a satira o a giocondità: ma non si credette dovervi prendere un provvedimento speciale: solo si proibì di usar le parole scritturali in vanità, adulazioni, scurrilità, superstizioni, libelli famosi. E fra i decreti sui libri proibiti al § 11 restano in generale vietati Pasquilli omnes, ex verbis sacræ scripturæ confecti. Item Pasquilli omnes etiam manuscripti, omnesque conscriptiones in quibus Deo, aut sanctis, aut sacramentis, aut catholicæ ecclesiæ et ejus cultui, aut apostolico quomodocumque detrahitur.