San Paolo: Dove vai?

San Pietro: Corro qualche pericolo. Temo esser chiamato in giudizio perchè ho rinnegato il mio maestro.

San Paolo: Allora farò bene anch'io a cavarmela, perchè m'imputeranno le persecuzioni che feci contro i Cristiani.

Ma Sisto non intendea scherzi, e faceva anche impiccare i satirici, onde Pasquino dovette contentarsi d'esclamare che papa Sisto non la perdona neanco a Cristo.

Venendo a tempi vicini, di Benedetto XIV disse Pasquino: Vir bonus in solio, Bonus vir in solio. E di Pio VI che nello stemma portava aquila, gigli, stelle, venti:

Redde aquilam imperio, Gallorum lilia regi,
Sidera redde polo; cætera, Brasche, tibi.

In somma Pasquino è un arguto, che tien l'occhio al Vaticano, l'orecchio al conclave, intelligenze nelle anticamere, spie nelle sale e nelle alcove. Talvolta fu l'uom dabbene indignato de' vizj: tal altra lascia fra il riso trapelare l'ira protestante come quando dice:

Il rosso gregge si divide in tre,
Mangia Dio, mangia plebe, e mangia re.

Si abusa del suo nome? egli esclama:

Me miseram! copista etiam mihi carmina figit,
Et tribuit nugas jam mihi quisque suos.