La Savoja, non ancor venduta alla Francia, lottò risoluta contro la propaganda; e Guglielmo De la Rive, in un elogio del conte Cavour, palesa quanto ebbe questo ministro a faticare onde superar quella resistenza. Della quale esso dà per ragione il maggior fanatismo de' Savojardi; l'essere in paese povero più forti i pregiudizj, e far parte de' costumi che preservano. Adduce casi ove bisognò tutta la prepotenza del Cavour per obbligare ad eriger cappelle: vi si riuscì a Mornex e altrove; ad Annecy potè costituirsi una comunità indipendente di Protestanti: così ad Aix: e benchè il codice penale castigasse le predicazioni ereticali e la vendita delle Bibbie, Cavour «metteva uno zelo infinito per salvar gli accusati, ne prendeva in mano la causa, la trattava quasi egli stesso appo i magistrati e gli interpreti e rappresentanti della legge»[573].

Perocchè, come la restaurazione politica, così il Governo volle la religiosa, distruggere cioè quel che da diciannove secoli la nazione rispettava. Dell'aprirsi nel 1854 il tempio protestante a Torino si fece una solennità legale coll'intervento della guardia nazionale. Oltre favorir tutti i preti che frangessero la disciplina ecclesiastica, una colluvie di libri combattevano apertamente non solo la sede romana ma il cristianesimo. È anteriore l'opera anonima Novità del papismo, ove dimostrasi aver la religione protestante esistito pria di Lutero, e che sia quella stessa promulgata da Cristo e da' suoi apostoli. L'accenniamo fra le tante come relativa al nostro lavoro, al par di quella dell'abate Jacobo Leone, Roma empia, ossia il paganesimo e volteranesimo professati da papi e da vescovi un secolo prima della riforma protestante, e predicati dai pulpiti di tutta Italia ne' secoli XVI e XVII, dissertazione critica fondata su testimonianze storiche e documenti tratti dal Vaticano[574].

Molto si diffuse il Compendio di controversie tra la parola di Dio e la teologia romana, ove si pone un dettato della teologia cattolica, e vi si contrappongono testi scritturali, spiegati come si vuole: forma opportuna a illudere, perchè afferma senza bisogno di dimostrazioni.

Luigi Desanctis, curato apostata, mandò al pallio un'infinità di scritti, fra cui un Saggio dogmatico storico sulla confessione, Il Cattolico cristiano, La coscienza; e con Vincenzo Albarella d'Afflitto, napoletano come lui, pubblicò i Principj di fede e disciplina, estratti dalla parola di Dio per servire di base alla Chiesa evangelica di Torino, ove esponeasi la professione di fede in diciannove articoli; poi la costituzione, le norme del ministero, delle riunioni, la disciplina e i doveri speciali. Nel 1866 stampossi a Firenze il Catechismo della Chiesa evangelica valdese.

Altri fuor di paese viveano di apostolato e di libri di quella risma. Tale il Pistrucci, che a Londra teneva una cappella italiana. Ci rincresce di dover associargli Gabriele Rossetti, discreto poeta napoletano, che esule dalla patria dopo il 1821, compose i Misteri dell'amor Platonico, ove asserisce che tutti i poeti d'Italia, e Dante alla loro testa, fingendo cantar d'amore, intendeano della protesta contro il cattolicismo[575]; poi in un poema polimetro bestemmiò la Chiesa, della quale pure aveva tradotto molti inni. Giacinto Achilli di Viterbo, già domenicano, nel 1826 privato della facoltà di predicare per colpe che poi svelate il fecero carcerare, riuscì a fuggire a Corfù, trescò non decorosamente nella spedizione dei fratelli Bandiera, poi festeggiato a Londra in aspetto di martire della Inquisizione, mosse processo contro il Newmann, famoso anglicano convertito, che ne aveva rivelato le avventure, per disinganno di chi gli credeva. Molto rumore se ne levò; provaronsi i fatti con testimonj e documenti, ma il giuri non li trovò bastanti[576], sicchè il Newman fu condannato nelle ingenti spese, a pagar le quali concorsero cattolici dei due mondi. L'Achilli andò poi ramingo, nè più se ne seppe. Altrettanto fu del Ciucci frate apostata, che accolto con festa a Londra, pubblicò un romanzo della propria vita, diffuso assai: eppure trovossi ridotto a mantener sè e la famiglia che s'era fatta, col dar lezioni, finchè scomparve. Prete Giuseppe Fiorito d'Acqui, di cinquant'anni fattosi valdese, per disperazione s'uccise nel 1864.

La Società Biblica cominciata a Londra nel 1780, il primo anno raccolse mille lire, nel secondo centomila: nel 1804 si sistemò aggregandosi le congregazioni d'altri paesi protestanti. Una se ne istituì in Prussia nel 1814, che ebbe quarantotto succursali, e nel 1819 avea distribuito mezzo milione di Bibbie. Un'altra in America nel 1849 ne contava settanta affigliate e migliaja dipendenti. Nel Congresso di Londra del 1855, lord Shaftesbury avea vantato che la Società Biblica avea da ottomila aggregazioni, s'erano spesi cento milioni, tradotta la Bibbia in cencinquanta lingue, sparsine quarantatre milioni di esemplari, per istruzione di seicento milioni di persone. Essa dal 1853 al 1864 mandò in Italia centrentamila Bibbie, dalla cui vendita si ricavarono franchi centrentaduemila cinquecento. Posto che ogni copia costi di fabbrica franchi otto, la Società avrebbe scapitato di novecentosettemila cinquecento franchi, detratte le somme esatte, e non calcolando quelli spesi in venditori e magazzinieri. Lagnasi però che il frutto non sia pari al seme, perocchè i moderni Farisei l'impediscono. Per esempio a Milano molti accettarono i sussidj, pochi le dottrine degli Evangelici: sono forse ottocento i convertiti, fra cui dodici o tredici giovani di belle speranze, ma che si sono dati all'industria dell'apostolato perchè poveri e incapaci di educarsi altrimenti, e vivono a spalle dello straniero. Quando i successori de' conti del Monferrato coi sentimenti della più viva e sincera amicizia fecero lega col sultano per garantire l'integrità e indipendenza dell'impero ottomano (5 marzo 1855), e l'esercito piemontese campeggiò a favore dei Turchi in Crimea, quasi a ciascun soldato fu distribuita una Bibbia protestante, che poco deve aver fruttato. E mentre appunto scrivo, quella Società diffonde scritti suoi a piene mani in quel gran convegno di tutti gli splendori della civiltà che è l'esposizione di Parigi; ed ha già speso un milione di lire in libri ed opuscoli in quindici lingue differenti.

Di là vengono i sussidj ai nuovi evangelizzanti. A Nizza nel 1853, un ex-frate napoletano apostolava, ricevendone seimila lire l'anno; vi si diffusero seimila catechismi, mentre altri fluivano da Ginevra nella Savoja; moltissimi in Sardegna; e il maggior generale della brigata che stanziava a Nizza, il 12 aprile 1856 dovè riprovare come contrario al decoro militare l'uffizio che alcuni soldati eransi assunto per denaro di predicare l'eresia.

Nel 1847 erasi cominciato a Londra l'Eco del Savonarola da Salvatore Ferretti, collaborandovi il Desanctis, Teodorico Rossetti ed altri, a spese di qualche mecenate. Sospeso per manco di abbonati, ripigliò nel giugno del 1856, e allora chiariva esistere quattro movimenti protestanti in Italia, l'antipapale, l'antipapista, il protestante, l'evangelico. L'antipapale è di moderati, che vogliono togliere al papa soltanto il dominio temporale, qual impedimento all'unità italiana. Gli antipapisti, separati apertamente dalla Chiesa romana e più numerosi di tutti, combattono il papato con ogni sorta armi. Il protestante dice: «Noi siamo filosofi e quindi possiamo far di meno della religione. Ma il popolo ne ha bisogno, talchè se all'Italia si toglie il papismo bisognerà pur surrogarvi qualche cosa: e il meglio è il cristianesimo riformato». Il partito evangelico predica il vangelo puro: ma per quanto sovvenuto dalle società d'Inghilterra, e protetto a spada tratta dal Governo sardo, non prospera guari.

Visitando il re di Piemonte quell'isola nel 55, gli presentarono un ringraziamento «pei magnanimi sforzi che fa onde stabilire ne' suoi Stati la libertà civile e religiosa». Egli fe rispondere che, «come discendente da lunga serie di principi cattolici e sovrano di sudditi quasi tutti cattolici, non poteva approvare gli acerbi rimproveri inflitti al capo della Chiesa; bensì agli occhi suoi la religione esser il simbolo della tolleranza, dell'unione, della libertà, ed uno de' fondamenti del suo governo essere la libertà di coscienza».

Spaventati dall'irrompere del razionalismo, che negava ogni dogma rivelato e la divinità di Cristo, i Protestanti ortodossi, cioè quelli che ancora han fede nella Bibbia, costituirono una riunione ecumenica, che si raccolse a Londra nel 1846 e nel 51, nel 55 a Parigi, nel 57 a Berlino, nel 61 a Ginevra, e che finì coll'Alleanza evangelica nello scopo di fondere tutte le credenze in una sola, e combattere tutte insieme la cattolica. L'assemblea a Berlino trovò che l'accordo fra le varie sètte non era progredito, bensì divisaronsi i modi di osteggiare il papato, e si stanziò una somma per mandare missionarj in Piemonte e nella Toscana, e aprire ricoveri pei preti che apostatassero; in fatto se ne fondò uno a Londra, uno a Basilea, assegnando a ciascuno ducento scudi, ma non prosperarono, e il protestante Leo paragonava la cattolica all'unità del ferro, e l'Alleanza Evangelica alla ruggine del ferro impastata con acqua[577].