Prevedeva egli giusto?
Non era però ancora stagione da poter altamente proclamare la nimicizia alle religioni; anzi la Carboneria assunse una tinta mistica, proponendosi di vendicar la morte di Cristo; nel simbolo libertà, eguaglianza, fratellanza del triangolo d'acciajo surrogò all'ultima parola quella di umanità: pure i suoi intenti arcani ci sono rivelati da questa istruzione data nel 1819.
«Dall'emancipazione dell'Italia deve uscir l'emancipazione del mondo intero, la repubblica fraterna e l'armonia dell'umanità. I nostri fratellii d'oltralpe credono che l'Italia non possa cospirare che nell'ombra, distribuire qualche pugnalata a spie o traditori, e subir tranquillamente gli avvenimenti che di là dai monti si compiono per l'Italia, ma senza l'Italia. Errore funesto, che non convien combattere a frasi, ma svellere coi fatti. E però, tra le cure che agitano gl'intelletti più vigorosi, una sovrattutto non dobbiamo dimenticare.
«Il papato ebbe in ogni tempo azione decisiva sugli affari d'Italia. Pel braccio, la voce, la penna, il cuore de' suoi innumerevoli vescovi, preti, frati, monache, fedeli d'ogni grado, il papato trovò persone sempre disposte al martirio e all'entusiasmo: dovunque piacciagli, ha amici che muojono o s'impoveriscono per esso. Leva immensa, di cui alcuni papi apprezzarono la potenza, ma se ne valsero con una certa misura. Oggi non si tratta più per noi di ricostituir questo potere, di prestigio affievolito: nostro intento finale è quello di Voltaire e della rivoluzione francese, annichilare il cattolicismo e l'idea cristiana, che, rimasta in piedi sulle ruine di Roma, lo perpetuerebbe. Per giungervi senza rovesci che ritardino per secoli la riuscita della buona causa, non bisogna badare ai nebulosi Tedeschi, ai vanitosi Francesi, ai tristi Inglesi che s'immaginano uccidere il cattolicismo chi con una canzone oscena, chi con una deduzione illogica, chi con un grossolano sarcasmo. Il cattolicismo ha vita ben più tenace: ha veduto nemici più terribili e implacabili; ed ebbe spesso il piacere di asperger d'acqua santa le loro tombe. Lasciamo dunque che i nostri fratelli di colà s'abbandonino alle sterili intemperanze del loro zelo anticattolico; lasciamoli beffarsi delle nostre Madonne e della nostra esterna devozione: la quale ci sarà di passaporto per cospirare al nostro intento.
«Il papato è da sedici secoli inerente alla storia d'Italia: l'Italia non può respirare, non muoversi senza beneplacito del sommo pastore: con lui essa ha le cento braccia di Briareo; senza lui, ridotta a impotenza deplorabile, non ha che divisioni da fomentare, rancori rinascenti, ostilità dall'Alpi all'estremo Apennino. Ciò non possiamo voler noi; bisogna cercarvi un rimedio, e l'abbiamo. Il papa non verrà mai alle società segrete: le società segrete facciano il primo passo verso la Chiesa. Non vi basta un giorno nè un mese o un anno: può volersene molti, fors'anche un secolo: ma nelle nostre fila il soldato muore, il combattimento prosegue.
«Guadagnar i papi alla nostra causa, farne proseliti de' nostri principj, apostoli delle nostre idee sarebbe sogno ridicolo; e comunque volgano i casi, se anche cardinali e prelati siano entrati ne' nostri arcani, non è una ragione per desiderarli elevati alla sede di Pietro: quest'elevazione ci rovinerebbe, poichè sola ambizione gli avrebbe condotti all'apostasia; il bisogno del potere li forzerebbe ad immolarci. Quel che dobbiamo domandare e aspettare è un papa secondo i bisogni nostri. Alessandro VI co' suoi delitti privati non ci converrebbe, perchè mai non errò in materia religiosa: bensì un Clemente XIV sarebbe il caso nostro, perchè a mani e piedi legati si consegnò ai ministri de' Borboni di cui avea paura, agli increduli che vantavano la sua tolleranza, e l'hanno esaltato come un gran papa. Se un siffatto capitasse, cammineremmo più arditi all'assalto della Chiesa che non cogli opuscoli dei nostri fratelli di Francia o d'Inghilterra.
«A questo termine arriveremo di certo: ma quando? e come? Tutto è incognito, ma poichè nulla dee sviarci dalla traccia, vogliam qui darvi consigli da inculcar ai fratelli, senza che appaja essere ordini della Vendita.
«Poco è a fare coi vecchi cardinali e coi prelati di carattere deciso, della scuola del Consalvi: dalle nostre officine di popolarità ed impopolarità caviamo armi per render utile o beffardo il potere nelle loro mani. Una parola inventata abilmente, e diffusa in certe famiglie oneste, donde discenda nei caffè, e da questi nelle strade, può annichilare un uomo. Se un prelato giunge da Roma nelle provincie con pubbliche funzioni, sappiatene subito il carattere, gli antecedenti, le qualità, i difetti. È un nemico dichiarato, un Albani, un Pallotta, un Bernetti, un Della Genga, un Rivarola? avviluppatelo di lacci, creategli una reputazione spaventosa di crudele e sanguinario. I giornali forestieri raccorranno questi racconti abbellendoli: e voi mostrateli a qualche spettabile imbecille: con un giornale di cui non capisca la lingua, ma dove vedrà il nome del suo legato o del suo giudice, il popolo crede senz'altre prove. Schiacciate il nemico, qualunque e' sia; schiacciatelo colla maldicenza e le calunnie; e principalmente schiacciatelo nell'uovo. La gioventù bisogna sedurre, strascinare nelle società segrete.
«Per procedere a passi misurati ma sicuri, due cose son di suprema necessità: aver l'aria di colombe ed esser cauti come serpenti; non comunicar mai il segreto ai padri, ai figliuoli, alle donne, e tanto meno al confessore: chi lo facesse, firma il suo decreto di morte.
«Al papa che desideriamo bisogna preparare una generazione degna del regno che fantastichiamo. Ai giovani non dite mai parole empie o impure: per insinuarvi nel tetto domestico, dovete porgervi gravi e morali. Stabilita la vostra reputazione ne' collegi, ne' ginnasj, nelle Università, fate che i giovani desiderino i vostri colloquj; favellate dell'antico splendore di Roma papale. In fondo al cuor dell'Italiano v'è sempre una ribrama della Roma repubblicana. Confondete abilmente questi due ricordi; riscaldate queste nature, gonfie di boria patriotica; offrite loro in segreto libri inoffensivi, poesie scintillanti di nazionalità; e poco a poco elevateli al bollore necessario.