Tanti casi sopraggiunsero, che quel processo, cagione di tanto rumore, fu dimenticato a segno, che ben poco potemmo noi raccogliere dalle memorie, e a fatica ne trovammo i documenti[632]. Eppure non ci parve superfluo il richiamarlo a memoria, perchè vogliano i lettori confrontarlo con altri che ci vengono qua e là indicati, valersi del presente per ispiegare il passato, e, non foss'altro, divenir meno superbi di quello, e più indulgenti verso di questo. Soggiungeremo che il Grignaschi trovò credenti ed apostoli non pochi nelle diocesi d'Asti, Novara, Casale, anche probi e colti, da' quali fu tenuto in reputazione di santità anche dopo che le sue dottrine andarono condannate; e oggi stesso non mancano veneratori al Profeta e al suo mistero.
Alcuni seguaci ebbe pure il polacco Adamo Mickiewic[633], e più Andrea Towianski, il quale, dalla Svizzera tornando spesso a Torino, guadagnò proseliti a quella che intitola l'Opera di Dio; persuadendo che dalla presente corruzione non si possa uscire se non accettando il soccorso del Signore, il quale ora appunto dà la sua misericordia alla Chiesa e alle nazioni. Tutta la luce del Towianski riposa in questa unità, d'adempiere la volontà di Dio mediante i sagrifizj di Gesù Cristo; e crede che Dio nella sua misericordia permetta oggi d'estendere l'azione salutare della Chiesa chiamando l'uomo a conoscer meglio que' sagrifizj, ed applicarli alla vita privata e pubblica. Non proclama egli dunque una dottrina nuova, ma la grazia e la vita che riconciliano con Dio e col prossimo, e credesi eletto per ricevere il pensiero di Dio e trasmetterlo a quest'età. Un libro suo intitolato il Banchetto (Biesada) lo fece perseguitar a Parigi come a Roma, ma dichiarò non esser che una improvida raccolta di conversazioni intorno all'epoca superiore della via e del regno di Gesù Cristo. Quei che gli credettero esercitano l'amore con zelo e calma, quasi donati di particolar luce cristiana dalla misericordia divina[634], ma i Cattolici domandano donde egli deduca la sua missione.
È ben notevole come, fra tanto mareggiare nel dubbio e tanto fremere d'anime nate all'odio, s'incontrino ancora esempj d'allegrezza esultante o di profonda tristezza nel contemplare ciò ch'è fuori di questa valle di lacrime, astraendosi dalle presenti materialità per affissare in Dio il pensiero, la volontà, il sentimento, e abbandonandosi alla carità, talvolta sin al peccato, e sin a dare un carattere sensuale all'amor divino. Una nostra leggenda racconta d'un artista che dipingeva una Madonna Assunta sopra una cupola altissima. Per osservar l'effetto d'una mano tesa verso la terra, egli piegossi indietro senza avvertire che il palco finiva, e ne precipitava a sicura morte. Ma in quell'atto stese la sua alla mano ch'egli stesso avea dipinta, e quella il prese e lo sostenne, sicchè fu salvo dalla credenza nell'opera propria.
In un secolo di tanti errori, le opere e le istituzioni non sarieno bastate senza il sussidio della scienza; nè questa mancò. La teologia si tenne sempre all'altezza che le è propria, singolarmente in Roma come scienza della Chiesa cattolica, immobile nelle verità dogmatiche, progressiva nello scoprir le relazioni fra i termini. Perocchè la Chiesa, oltre il pensiero immutabile, eterno come Dio, ne ha uno sottomesso all'andar del tempo e de' luoghi; quello è il dogma rivelato, questo è scienza umana delle opinioni che al dogma s'innestano, e perciò partecipa della maggiore o minor cultura, e dee progredire colle dottrine e la civiltà, non solo pareggiandole nello sviluppo, ma sovrastandovi in estensione, profondità, eccellenza[635]. Come Napoleone quando vagiva ad Ajaccio non era quello che vinceva ad Austerliz, così la teologia è diversa in sant'Agostino e in san Tommaso, negli scolastici e nel Bellarmino. L'unità e l'uniformità sono due cose distinte, e un Padre notò che la veste di Cristo era inconsutile, ma quella della Chiesa ha diversi colori; ed oggi è mutato il modo di studiare il sovrintelligibile e di ridurlo coll'intelligibile a una concordia che il vulgo crede impossibile. Nell'esaminare la dottrina, gli effetti della dottrina, i titoli della dottrina, deve la teologia procedere sinteticamente, giacchè la dogmatica cattolica è il più compatto sistema che sia e la maggior unità, dove ogni dogma è tutta la scienza, nè l'uno può dall'altro disgregarsi senza intaccare l'integrità; a differenza dell'eresia che s'industria nell'analisi spicciolata, disgiungendo il fedele dalla Chiesa, il cristiano da Cristo, la fede dalla carità. Pei Cattolici la rivelazione è perenne nella Chiesa, come il sagrifizio; e non rivela o ispira cose nuove, ma tien perennemente viva la ispirazione originale, e fa che l'umano pensiero e la società cristiana viepiù s'addentri nelle verità rivelate. Quest'opera immanente e continua attribuì Cristo allo Spirito Santo che avrebbe mandato dal cielo dopo compiuta la redenzione. «Io (diceva) v'ho parlato stando presso di voi, ma fuori di voi: v'ho messo innanzi il corpo della verità; ma queste cose lo spirito Paracleto ve le suggerirà dentro; e sarà con voi in perpetuo, e voi lo conoscerete perchè sarà dentro di voi: egli è spirito di verità, e tutta ve la insegnerà: renderà testimonianza di me; mi glorificherà, perchè procede dal Padre come me, e da me stesso procede, e attinge dalla mia fonte, e riverserà a voi»[636]. Onde non v'è pericolo che l'insegnamento interiore discordi mai dall'esteriore, poichè sono due forme della stessa verità. Di qui la Chiesa trasse la preghiera con cui domanda lo Spirito che illuminandola la introduca in tutta la verità[637].
Le dispute fra probabilisti e tuzioristi non ci riguardano, e più volentieri diremo come la polemica applicò cognizioni complesse a sventare le ipotesi e i paradossi che i moderni aggiunsero agli antichi, discutendo le profezie, i miracoli, le testimonianze.
Il padre Pianciani nella Cosmogonia naturale comparata col Genesi difende il Pentateuco dagli attacchi de' naturalisti, come già avea fatto a Roma il Wiseman nelle famose Conferenze, abbandonando quei timidi che s'affiggono a interpretazioni troppo materiali, eppure astenendosi da affermazioni premature e compromettenti. Così il Ballerini, il Nardi, il Detorri, il Regis, il Gaude, il Pacifico, il padre Secondo Franco, il Ghiringhello... la teologia rinfrancarono colle scienze umane, e richiamarono le menti all'austera scienza dei dottori in quella ampiezza che comprende l'intelligenza come la sensitività, l'esame come la certezza naturale, la libera speculazione e l'autorità, l'indagine dei fatti interiori e la rigorosa deduzione de' principj. Tale affacciasi la teologia in san Tommaso, sulle cui orme vanno il padre Liberatore, il Capecelatro, l'Alimonda, il De Crescenzio (De intellectu philosophiæ 1863). Voghera discusse sulla podestà e infallibilità del papa e della Chiesa. Fin trenta edizioni ebbero le Istituzioni del padre Perrone, autore di opere insigni pei più dotti e per le scuole, come d'altre popolari, quali l'Apostolato cattolico e il proselitismo protestante; il Protestantismo e la regola di fede; il Piccolo catechismo intorno ai Barbetti e Valdesi; il Catechismo intorno alla Chiesa cattolica; il San Pietro a Roma; Lucilla disingannata, ove confutava un tristo libro del Monod.
L'Audisio, dopo educata l'eloquenza sacra, ragiona del diritto pubblico della Chiesa; come l'Avogadro, il conte Solaro della Margherita, i vescovi d'Imola, d'Ivrea, di Mondovì[638] ed altri dibattono le quistioni sociali e civili: e non è per difetto di maestri se sì mal le conosce quella turba che più crede sapere quanto ha meno studiato. Essa rinfaccia che non vi sono più i Tommasi, i Bellarmino: quasi gli Ariosti, i Galilei, i Raffaelli abbondino nella presente universale decadenza. Ben è a dire che la discussione è difficile quando l'oppositore ignora i principj, come non si può convincere dell'assurdità del moto perpetuo chi non sa gli elementi della meccanica.
In concorrenza con imprese forestiere, le compilazioni della Biblioteca Ecclesiastica, della Biblioteca dei padri e dottori latini diffusero studj di cui troppo era bisogno.
Alle produzioni dell'esegesi tedesca, e del razionalismo contro l'ispirazione e la canonicità delle Scritture non abbastanza si opposero studj d'ermeneutica sacra, e di patristica[639], e quell'alta teologia che eleva la critica ad invenzione; pure possiamo compiacerci del Secchi, di Bernardo Rossi, del Maj, del Patrizj, del Cavedoni; l'Ungarelli e il Vercellone compirono sul testo sacro lavori da non iscomparir a petto di qualunque straniero, e mostrare che l'intelletto umano sa rivendicar la sua indipendenza sempre, e lanciarsi all'esercizio individuale anche commentando.
Le bestemmie mistagogiche del Renan eccitarono a risposte il Passaglia, il Capecelatro, il Ghiringhello, l'Isola, il De Riso, il Delitala, il Grimaldi, l'Arnaldi, il Vitrioli e molti altri; dopo i quali la semplice lettura de' vangeli basta a convincerci che, al sommar de' conti, il nostro Cristo è migliore che non tutte coteste invenzioni.