Al qual proposito il signor Grottanelli emenda le molte inesattezze degli storici e romanzieri intorno al luogo ove fu arrestato Arnaldo. Fu alle Briccole, sulla strada per Roma, a dieci leghe da Siena. I visconti del vicino castello di Campiglio lo tolsero di mano al maestro ospitaliero, e lo venerarono: ma Federico Barbarossa li costrinse a darlo a lui, che lo consegnò al prefetto di Roma perchè lo giustiziasse.
Pag. 99, alla nota 1, aggiungi:
apud Dom Bouquet, T. X, p. 23.
Alla nota 9 in fine, aggiungi:
Dal Muratori (Ant. mæd. æv. Diss. LX) è citato un trattato inedito, Magistri G pergamensis contra Catharos et Passagios, che potrebbe esser del Guala vescovo di Bergamo.
Pag. 114, aggiungi:
Dopo l'opera nostra, fu pubblicato a Perugia un opuscolo, col titolo I Guglielmiti del secolo XIII; una pagina della storia milanese documentata dal d. Andrea Ogniben veronese medico militare. Prima edizione, volume unico: e sono 130 pagine. Tanto per fare secondo i tempi, vorrebbe l'autore scorgere in quel processo un movente politico che appena adombra, ma principalmente dimostrare che la Guglielmina fu una santa donna, e i processati tanti allucinati, mossi in parte da furore erotico, in parte da manìa religiosa, riscaldata dalle quistioni che allora si agitavano sulla grazia efficace (?), sullo stato delle anime avanti il giudizio, sulla rovinosa teoria del libero arbitrio (sic e più sotto la dice fatale teoria) per cui «nel solo ducato di Milano (sic) vi aveano allora ben tredici sette di religione». Di questa teomania trova egli esempj dove vuole, e dice che «il filosofo ed il psicologo, squarciando il velo misterioso d'una fede imposta alle menti umane dal despotismo sacerdotale, ci mostrano chiaramente l'origine umana d'una religione tutta amore e santità». Col che vuol far intendere che Cristo era un delirante, come erano «evidenti manie sensoriali quelle del Rapito di Patmos»; e visionarj i fondatori degli Ordini religiosi.
Dà egli tradotto un compendio del processo del 1300, o piuttosto d'un estratto che ne fece il notaro Beltrame Salvago, molti anni dopo. I fatti che ne risultano son quelli che accennai nel testo. Delle oscenità conformi a quelle de' vecchi Gnostici e dei moderni Quietisti, non trovasi quasi orma, a malgrado di quanto asserirono i primi cronisti e storici. Già i Montanisti consideravano Cristo non come ultimo termine del progresso morale e religioso, ma che sarebbe seguito da una nuova rivelazione; concetto svolto poi dal Lessing nell'Educazione progressiva del genere umano. L'illustre filosofo e filologo Postel credette e sostenne di una vergine veneziana press'a poco quel che i Guglielmiti della pia Boema. Perocchè pare che la Guglielmina non vantasse nè la sua divinità nè le rivelazioni, bensì le credessero o le spacciassero Andrea Saramita, la Manfreda e alcuni altri, massime dacchè fu morta. Un Mirano, cappellano della chiesa di San Fermo, che, morta la Guglielmina, era ito col Saramita a recarne l'annunzio al re di Boemia, rispondeva: «Da Andrea Saramita e da suor Manfreda di Pirovano e da altri devoti della Guglielmina, ho inteso che questa era lo Spirito Santo, terza persona della Santissima Trinità; che dovea risorgere, ed ascendere in cielo, alla presenza de' suoi devoti. Fui presente quando Andrea e Manfreda annunziavano tali cose ai devoti. Udii pure da loro che, siccome Cristo sotto forma d'uomo, così Guglielmina deve soffrire sotto forma di donna per li peccati dei falsi cristiani, e di coloro che crocifissero Cristo, e dopo che la Guglielmina fosse risorta ed ascesa al cielo, dovea mandare a' suoi discepoli, nel giorno di pentecoste, lo spirito paracleto; doveansi mutar leggi, rinnovare vangeli, ordinare i cardinali; e la risorta diverrebbe arcivescovo pontefice. Esso Andrea, Albertino di Novate, Franceschino Malcalzati portarono ostie da Chiaravalle. Alcuni devoti fanno dipinger l'immagine della Guglielmina sotto il nome di santa Caterina. Suor Manfreda istruiva i discepoli a non dir la verità quando interrogati dalla Inquisizione; che sarebbero ajutati dallo Spirito Santo; e soffrano tutto per la Guglielmina come gli apostoli per Gesù. Che il papa presente (Bonifazio VIII) non poteva assolvere nè condannare, perchè creato non legalmente. Esservi tante indulgenze a chi visitava il sepolcro della Guglielmina a Chiaravalle, quanto per Terrasanta. Andrea e suor Manfreda diceano veder la Guglielmina, essa parlare con loro, benedir la loro mensa. Prepararono una clamide di porpora con fibbia d'argento, una vesta di porpora e sandali d'oro, di cui si rivestirebbe dopo risorta. Suor Manfreda, per mezzo della Guglielmina aveva grazia, virtù ed autorità maggiore, che non n'abbia avuto mai san Pietro».
Altre volte il Saramita disse ch'essi vestivano a bruno perchè così la Guglielmina; «e perchè essa fu chiamata Felice, e si credea lo Spirito Santo, molti davan ai loro figliuoli il nome di Felicino e Felicina e Paracleto. Quando andavamo a Chiaravalle a venerar la Guglielmina, l'abate ci facea dare pane, vino ed altro. Que' monaci nella solennità faceano panegirici di essa e della sua congregazione. Fui presente allorchè la Guglielmina morì, e andai al marchese di Monferrato pregandolo mi desse una scorta onde portarlo con sicurezza a Chiaravalle, stando allora in guerra Milanesi e Lodigiani. Ella disse a quei che la circondavano: «Voi credete vedere, e non vedrete per la vostra incredulità», alludendo alle cinque piaghe che avea sul suo corpo. Credo che la Guglielmina è lo Spirito Santo, e che deve risorgere, e che fece molte cose simili a Cristo. Ma essa non disse mai che fosse lo Spirito Santo, ne cercò mai persuadercelo: bensì disse a Manfreda che l'arcangelo Raffaello ne annunziò la nascita alla beata Costanza sua madre, e quando fu concepita e quanto tempo stette nel ventre, perchè essa era nata il giorno di pentecoste, e pareami dovesse tutto ciò esserle accaduto a somiglianza di Cristo. Non dissi che in gloria divina superasse Maria e ogni altro santo: pur credo essa sia la terza persona della Trinità e di essenza divina, e l'avrei detto a tutti se non temessi destarne orrore. Il corpo suo non essendo ancora glorificato, nol tenevo per più glorioso di quel della beata Vergine».
Altre volte invece confessò averle essa detto che era discesa dal cielo su marmoreo seggio, sfolgorante di vivissima luce; essere lo Spirito Santo: e la Manfreda avere udito altrettanto dalla Guglielmina: e che dal 1262 non era stato consacrato il solo corpo di Gesù Cristo, ma quello pure dello Spirito Santo ch'era il suo. Credeva suor Manfreda dover essere papa vero, e con piena e reale giurisdizione: vicario dello Spirito Santo in terra, cessando il papato presente, i suoi riti, la sua autorità, succedendovi la Manfreda che dovrà battezzare Giudei, Saraceni e gli altri non battezzati: i quattro vangeli si conserveranno finchè suor Manfreda sia investita della pacifica potenza di Pietro: allora cesseranno, e quattro sapienti mandati da Guglielmina ne scriveranno dei nuovi, che porteranno i nomi de' loro autori.