Pag. 120, alla nota 26, aggiungi:

Quelle sentenze sono stampate nel Richa, Chiese fiorentine, tom. III, pag. 19.

Alla nota 27, aggiungi:

Il Razzi, nella vita di san Pietro Martire, racconta che un giovane libertino di Firenze, vedendo dipinta in Santa Maria Novella l'uccisione del santo, esclamò: «Oh se fossi stato io, l'avrei ben percosso più gagliardamente». Ed ecco di tratto ammutolì: finchè riconosciuto l'error suo, e chiestone perdono, ricuperò la favella.

Alla casa ove nacque san Pietro in Verona è posta una statua di esso coll'iscrizione: Sum Petrus Martyr nutritus et editus infans his domibus: fiat testis imago mea. Alcuni lo fan di casa Milani, altri di casa Rosini.

Pag. 122, lin. 18, leggi:

Questi scritti sono, la Concordia del nuovo coll'antico Testamento, il Commento sull'Apocalissi, il Salterio delle dieci corde: moltissimi altri gliene vengono attribuiti forse a torto, come un commento a Geremia e Isaia, pieno di profezie contro gl'imperadori svevi, un libro sulla Sibilla Eritrea e sul profeta Merlino, e sulle profezie di Cirillo.

Pag. 130, al fine, si sostituisca quanto segue:

Quel versetto dell'Apocalisse, c. XIV, 6, et vidi alterum angelum volantem per medium cœli, habentem evangelium æternum, parve ad alcuni significar un evangelo che surrogherebbe quel di Cristo: sicchè, dopo l'età del Padre, in cui pontificavano i padrifamiglia, verrebbe l'età del Figlio o del Nuovo Testamento, col sacerdozio celibe e la vita attiva; da ultimo l'età dello Spirito Santo, che comincerebbe al 1260, caratterizzata dalla perfezione e dalla potenza della vita contemplativa de' cenobiti, opposta alla splendidezza de' prelati.

Primo apostolo di quest'ultimo evangelo era stato l'abate Gioachino. Se foss'egli un profeta, o un impostore o un visionario è difficile determinare fra le tante tradizioni che lo resero legendario: certo gli scolastici non osarono attaccarlo finchè visse: potè francamente rimproverare i traviamenti della Chiesa, divenuta feudale; gli errori in cui cadde sulla Trinità furono riprovati solo nel 1215 dal quarto concilio lateranese, però senza nominare quell'abate, benemerito della Chiesa.