Pag. 344, linea 14, aggiungi in nota:

Nella lista de' pastori, inviati a chiese straniere dalla compagnia de' pastori di Ginevra dal 1555 al 1566, trovo nel 1555 mandato a Aunis e Saintonge Filippo Parnasso piemontese: e mandati in Piemonte Giovanni Vineannes il 22 giugno 1556: Giovanni Lanvergeat l'ottobre 1556: Alberto d'Albigeois il 27 settembre 1556: Giovanni Chambeli il gennajo 1557: Gioffredo Varaglia di Cuneo nel 1557: Bacuot Pasquier il 14 settembre 1557: a Pragelato, Martino Tachart il 3 giugno 1558: a Torino, Cristoforo figlio del medico di Vevey nel dicembre 1558.

Pag. 345, dopo la linea 17, aggiungasi:

Al 17 aprile 1582, Ugolino Martelli vescovo di Glandève, scriveva al duca di Savoja d'un caso d'eresia avveratosi a Pogetto, e come v'avesse trovato un tal Morin medico, che dieci o dodici anni prima n'era partito con suo padre a causa di eresia, poi ripatriato, fece atto d'obbedienza alla Chiesa davanti al governatore. Quanto agli uomini ei dice che tutto va bene, ma in fondo alla coscienza dubita della sincerità di lui, onde lo circondò di precauzioni affinchè non vendesse i beni paterni, di cui era stato rimesso in possessione dopo l'abjura: e consiglia al duca di far in modo che non possa ridurli a denaro, per poi andarsene e tornar al vomito.

Assicura che l'eresia, manifestatasi a Pogetto dodici anni fa, non vi ricomparve. Bensì a Cigala i preti si lagnano che molti si confessano per ottenere licenza di viaggiare, ma come l'ottennero, si scoprono eretici, e se ne portano il denaro dei beni che in secreto vendettero. Egli suggerisce che tali vendite siano annullate.

Ad Aghidone, alcuni fanno insolentemente professione d'eresia, ma essendo povera gente, basterà farvi paura e darvi buone censure. Se però persistessero, bisognerebbe toglier loro i figliuoli, e metterli in luogo sicuro.

Anche a Sero il male si diffuse tra le montagne, non per difetto delle popolazioni, ma per volontà de' signori(1).

Il vescovo di Ventimiglia al 28 agosto 1572 annunziava al duca dolergli che Maladorno fosse stato sciolto di prigione, mentre è complice delle abominevoli cose operatesi poc'anzi: è sospetto d'aver abbattuto l'immagine di santa Maddalena, e insudiciato i gradini dell'altare(2).

(1) Archivj del regno. Corrispondenza dei duchi di Savoja.

(2) Ibid.