[21.] Frà Serafino Banchi, domenicano fiorentino, rivelò a Enrico IV la trama che Pietro La Barrière avea fatta per ucciderlo: onde costui fu preso e appiccato. Il Santo Uffizio di Roma credette avesse con ciò violato il secreto sacramentale, e perciò lo chiese al priore di Parigi, ma Enrico lo protesse, e lo fe giunger a Firenze, ove il granduca lo tenne salvo, finchè, nella riconciliazione di Enrico IV, si stipulò la salvezza del Banchi. Storia segreta di Enrico IV, Tom. III.
Lo stesso partito che inventava Dante precursore dell'unità regia d'Italia, volle attribuir a Enrico IV l'idea d'ingrandir la Casa di Savoja sopra l'Italia tutta. La famosa sua Repubblica Cristiana, che al fin de' conti non era più che un progetto, mirava a metter de' limiti alle grandi potenze, tali che non aspirassero a sorpassarli, o se il volessero, fossero impedite da tutte le altre. Era insomma un intervento generale; unico modo invero che finora siasi divisato per prevenire le guerre. In essa Repubblica Cristiana doveano esservi quindici signorie: cioè cinque elettive, il papa, l'imperatore, i re di Polonia, Ungheria, Boemia: sei ereditarie, Francia, Spagna, Inghilterra, Danimarca, Svezia, Lombardia: quattro repubbliche sovrane; prima la veneta; la seconda composta dei ducati di Genova, Firenze, Modena, Parma, Mantova, e i piccoli Stati di Lucca, Mirandola, Finale, Monaco, Sabbioneta, Correggio e simili; la terza gli Svizzeri, la quarta delle diciassette provincie de' Paesi Bassi. A capo della Repubblica Cristiana doveva stare il papa.
[22.] Quando Maria De Medici partì per Francia, santa Maddalena de' Pazzi, ch'essa visitò più volte in Santa Maria degli Angeli in Firenze, le predisse avrebbe molti figliuoli, purchè avesse procurato presso il marito, Iº che i Gesuiti fossero rimessi nel regno, IIº che cercasse la distruzione degli eretici, IIIº che tenesse in ispeciale affezione i poveri.
[23.] Gregorio Rosso, Hist. delle cose di Napoli sotto l'imperio di Carlo V. Napoli 1635. L. 1, p. 133.
[24.] Così Antonino Castaldo, che morì verso il 1560, e che spesso fu copiato dal Giannone. Vedi Raccolta de' più rinomati scrittori dell'istoria generale del regno di Napoli. Napoli 1769.
[25.] Forse all'advento, perchè la quaresima vedemmo predicava a Venezia.
[26.] Storia delle eresie. T. IV, 447.
[27.] Ciò potrebbe provare che Giovanni fosse altro da Alfonso, osteggiato dal Castiglione, che dice: «La malignità ancora, senza parlare vi si vede dipinta nella pallidezza di quel volto pestilente».
[28.] Il Giannone in tutto il ragionare degli eretici è inesattissimo. Sponde, nella continuazione degli Annali del Baronio, dice che il Vermigli Neapoli nactus nonnulla Erasmi, Zuinglii et Buceri scriptis, et conversatione Joannis Valdesii j. p. hispani, ex Germania illuc delati, atque lutheranesimo imbuti, corruptior factus, una cum ipso, spiritu et conatu rem agens, clam cœtum quemdam tam virorum quam fœminarum, primæ etiam nobilitatis collegerunt, quibus ipse concionabatur.
[29.] Castaldo, c. 5.