[30.] Questo passo è copiato ad literam dal Giannone, che invece di summario scrive seminario.
[31.] In fatto il Valdes nel Mercurio, da un'anima pia fa dire che non credeva necessarj i pellegrinaggi, pure lodava la buona intenzione con cui alcuni vi si moveano: e che, mirando essa coi giubilei e le indulgenze a procurar di seguire la dottrina di Cristo, se altri gliene facesse rimprovero, rispondeva: «Fratelli, prendete il cammino che vi par migliore, e a me lasciate pigliar quello che voglio, poichè non è cattivo».
[32.] L'inquisizione spagnuola non v'era a Napoli, come dicemmo. L'epitafio fu pubblicato nel 1859 a Königsberg nel giornale Neue Preussiche Provinzialblätter, tom. IV, pag. 215.
[33.] Si ha manuscritto un papel sobre poner la inquisicion en Napoles, ove a Carlo V si fa dire: «Amo meglio il regno senza inquisizione, che l'inquisizione senza regno».
[34.] Summonte, Storia di Napoli. L. X, c. 4.
[35.] La lista era scritta con tanta gelosia, che le persone non sono indicate che per numeri, poi dichiarati in cedola a parte. Il documento in spagnuolo fu prodotto dal sig. Edwardo Böhmer in calce alle Centodieci divine considerazioni di Giovanni Valdesse. Alla di Sassonia 1860.
[36.] Il Bernino, appoggiandosi al manuscritto del Caracciolo, dice che «in terra d'Otranto vi fu Ladislao, auditor del vescovo d'Otranto, e l'istesso arcivescovo fu gravemente processato, e si disse che aveva mandato Lodovico Manna a leggere alla sua chiesa d'Otranto pubblicamente, e che avea commercio di lettere con Martino Bucer, e che fu amico del Valdes, leggeva i suoi libri, e che tenne gran tempo in casa il Giannetto, eretico marcio che se ne fuggì poi a Ginevra. A questo arcivescovo impedì il cappello il cardinale Caraffa». L'arcivescovo era Pietro Antonio da Capua, lodato dall'Ughelli per gran dottrina, erudizione e probità; onorato assai nel Concilio di Trento, ove spesso orò.
[37.] Giovanni Tommaso Sanfelice, che al Concilio fu rimproverato dal vescovo di Chironia, poi privato dell'uffizio di commissario, espulso dal Concilio, e a Roma al tempo di papa Paolo incarcerato insieme col cardinal Morone, come si disse nel Discorso XXVIII.
[38.] Nicolò Maria Caracciolo; persona di grande autorità presso i papi e i governanti.
[39.] Giulio Pavesi bresciano, de' Predicatori, commissario del Sant'Uffizio.