[149.] Campo dicesi a Venezia quel che altrove piazza o largo.

[150.] Terrazzino.

[151.] Diarj manuscritti, T. XXIX, pag. 126 e 482.

[152.] Luthebi, Op. compl. edit. Walch. XXI, pag. 1092.

[153.] Ecco la parte, quale sta nella biblioteca di Brera a Milano, fra avanzi di carte tolte a Venezia nelle depredazioni del regno d'Italia.

«E' stà sempre instituto del religiosissimo Stato nostro insectar li heretici et estirpar così detestando crimine, sicome nella Promission del ser. Principe et capitolar di Conseglieri nei primi capituli si legge, dal che sine dubio è processa la protetione che sempre il Sig. Dio ha havuta della Repubblica nostra, come per infinite esperientie di tempo in tempo si è veduto, onde essendo in questa materia dei strigoni et heretici da proceder con gran maturità, però.

«L'anderà parte, che chiamando nel Collegio nostro il reverendissimo legato, intervenendo i Capi di questo Consiglio, gli sia per il Serenissimo Principe nostro, con quelle gravi et accomodate parole pareranno alla sapientia de sua Serenità, dechiarato quanto l'importi che questa materia sia con maturità et giustitia trattata et terminata in forma, che, giusta l'intention et desiderio nostro, tutto passi giuridicamente et con satisfation dell'honor del Signor Dio et della fede cattolica. Et però ne par debbino esser deputati a questa inquisitione uno o doi Reverendissimi Episcopi, insieme con un venerandissimo inquisitor, i quali tutti siano di dottrina, bontà et integrità prestanti ac omni exceptioni maiores, acciò non s'incorri nelli errori vien detto esser seguiti fin questo giorno: et unitamente con doi eccellentissimi dottori di Bressa habbino a formar legitime i processi contra detti strigoni et heretici. Formati veramente i processi, citra tamen torturam, siano portati a Bressa, dove per i predetti, colla presentia et intervento di ambi li Rettori nostri et colla corte del podestà et quattro altri dottori di Bressa della qualità sopra deta, sieno letti essi processi fatti, con aldir etiam i rei et intender se i ratificheranno li loro ditti se i vorranno dir altro: nec non far nove esaminationi et repetitioni et etiam torturar, se così giudicheranno espediente. Le quali cose fatte con ogni diligentia et circonspetione, si procedi poi alla sententia per quelli a chi l'appartien, giusta il Consiglio delli sopra nominati, all'esecution della qual, servatis omnibus praemissis et non aliter, sia dato il brachio seculare. Et questo anche si ha a servar nelli processi formati per avanti, nonostante che le sententie fossero sta fatte sopra di quelli. Praeterea sì efficacemente parlato con ditto Reverendissimo legato et datoli cargo che circa le spese da esser fatte per l'inquisitione, el facci tal limitation che sia conveniente et senza estorsion o manzarie, come si dice esser sta fatte fino al presente, sed imprimis si trovi alcun espediente che l'appetito del denaro non sia causa di far condannar o vergognar alcuno, senza over con minima colpa, sicome vien dimostrato fin hora in molti esser seguito. Et dee cader in consideratione che quelli poveri di Valcamonica sono gente semplice et di pochissimo ingegno, et che hariano non minor bisogno di predicatori con prudenti instrutioni della fede catholica, che di persecutori con severe animadversioni, essendo un tanto numero di anime quante si ritrovano in quelli monti et vallade. Demum sia suaso il Reverendissimo legato alla deputation di alcune persone idonee, quali habbino a riveder et investigar le mancanzie et altre cose malfatte, sindicare et castigar quelli che havessero perpetrati di mancamenti che si divulgano con mormoratione; universale et questo sia fatto de presenti senza interposizion di tempo per bon esempio di tutti. Et ex nunc captum sit che, da poi fatto la presente essecutione con il Reverendissimo legato, si venga a questo Consiglio per deliberar quanto si haverà a scriver alli Rettori nostri de Bressa et altrove, sicome sarà giudicato necessario, et sia etiam preso che tutte le pignoration ordinate et fatte da poi la suspension presa a 12 dicembre pross. praet. in questo Consiglio, siano irrite et nulle, ne haver debbano alcuna essecutione».

[154.] Monumenta Vaticana, XCII e XCVIII. In quel tempo v'era famoso predicatore frà Zaccaria da Luni, che nel 1534 ottenne dal senato l'isola di San Secondo, ove molti concorsero sotto la regola di san Domenico. Vedi Codagli, Hist. dell'isola e monastero di San Secondo. Questo frà Zaccaria scrisse una Defensio qua tuetur H. Savonarolam, sociosque ab hæresi immunes esse; manuscritto già nel convento di San Marco di Firenze.

[155.] Epistolæ, col. 150 e 154, ediz. di Londra.

[156.] Vedi Lettere d'uomini illustri conservate in Roma. Parma 1853, p. 181.