«Queste parole mi fecero ricordare di quel che, già sei anni sono, quando io venni qua, intervenne ad un infelice gentiluomo mercante milanese, al quale fu dato carico e denari secretamente, senza passar mai per scrittura, acciocchè assoldasse tanta gente che bastasse a impadronirsi della Valtellina; e non avendo potuto avere effetto il trattato, i Grigioni saltarono su a dolersi, e questo pover uomo, dopo lunghi sbattimenti fu mandato in galera. E mi ricordo che vidi una mattina sua moglie con alcuni suoi piccoli figliuoli gettarsi ai piedi del duca di Terranova, governatore di Milano, e domandare per sè e per li minori misericordia, e che s. e. la ributtò quasi con il piede, e le disse che non era stata poca la mercede che al marito egli avea fatto, poichè non l'avea fatto morire: ed è più chiaro che non è il solo che da lui fu eletto a quella impresa e per quello effetto datogli denaro».

E il 27 marzo 1591, raccomanda alla granduchessa «una figliolina di Rinaldo Tettone, banchiere di questa città, che pe' suoi negozj andò a traverso, e fu necessitato assentarsi, e lasciò la moglie qui con alquanti piccoli figliuoli. In questa sua tenera età balla tutti i balli, suona onestamente di liuto e di clavicordo singularmente, canta di musica, e intavola ella medesima i madrigali, e scrive ragionevolmente».

[272.] Disput. Tiran., pag. 75.

[273.] Ripamonti, Hist. Mediol.; Ballarino, Felici successi de' Cattolici in Valtellina.

«Papa Gregorio III, mosso da compassione e zelo, coll'interposizione del cardinal san Carlo, nell'anno 1581 persuaso a Carlo di Terranova di sorprendere la Valtellina, e per verità seguiva se in quel mentre non moriva il detto cardinale». Manuscritto nell'archivio vescovile di Como.

[274.] Wir Gemeiner Dreyen Pünden ecc.

«Noi delle eccelse tre Leghe commissarj e consoli, congregati a Davos, d'ordine e comando de' nostri signori e superiori delle Comunità, facciam noto che sono comparsi avanti il nostro consiglio li nostri cari confederati reverendi signori Giorgio Latzino e l'ecc. signor don Andrea Ruinelli, li quali ci hanno proposto qualmente, già molti anni sono, nella riformazione della nostra chiesa fu da noi nelle pubbliche Diete ordinato a tutti li predicanti del nostro dominio e giurisdizione di Valtellina e contado di Chiavenna, quaranta scudi; de' quali sinora bisognavano contentarsi. Ma stante la presente continua carestia, ci supplicano, in compenso della loro fatica e fedel servitù di accrescergli il loro annuo salario, per poter più agiatamente campare.

«Avendo dunque considerata e ponderata detta causa, affinchè il servizio non sia impedito, e che li ministri siano tanto meno gravati di spese e vitto quotidiano,

«Ordiniamo e comandiamo che a tutti i predicatori di Valtellina e contado di Chiavenna (benchè ne fosse uno o più per Comune) sia per il loro annuo stipendio pagato senz'altra condizione scudi cinquanta, sino ad altro ordine de' superiori;

«Comandando perciò a tutti i nostri officiali di Valtellina e contado di Chiavenna presenti e futuri, che paghino a tutti li predicanti di dette nostre provincie il sopranominato salario di cinquanta scudi, o dei beni di chiesa o delle Comunità, ad arbitrio e beneplacito de' superiori, sotto pena della disgrazia a qualunque a questo nostro ordine, contrafarà.