«In fede di ciò abbiamo la presente nostra sentenza in più copie pubblicata e suggellata col sigillo delle Dieci Dritture.

«Datum Davos, li 22 ottobre 1588.

Paolo Bül
Notajo in Davos.

[275.] Vedi De Porta, vol. II. Anche l'arciprete Schenardi di Morbegno, in uno scritto latino sul propagare la fede cattolica nella Rezia, suggeriva che, quando i ministri eretici, ogni ottava del Corpus Domini, venivano a celebrare i loro conciliaboli, nel ritorno fossero côlti in imboscata a Bocca d'Adda, e mandati a Roma.

Al 23 giugno del 1568, il residente del granduca di Toscana a Milano scrive a questo:

«Ha da sapere V. E. che in Oltolina et altre terre de' Grigioni era un predicante luterano scelleratissimo, che già fu frate mendicante dell'ordine de' Minori. Il quale per le sue male qualità fu condannato al fuoco, sendosi egli ritirato a predicare ne' Luterani. Il quale era avvisata sua santità che incognito veniva in questo Stato, e in tutta Lombardia a fare diversi mali ufficj, per il che ella ha procurato, per quello che intendo, che si facesse ogni esatta diligenza, come s'è fatto dall'Inquisitore per porlo prigione, sendo egli stato condotto ai confini di questo Stato, e dicono li nostri, dieci passi nella giurisdizione dello Stato, dove è stato preso. Il che inteso da' Grigioni, che pretendono la captura si è fatta sopra la loro giurisdizione, dopo alcune diligenze che dicono aver fatte con S. E. e l'Inquisitore, non vedendo seguir la liberazione di detto frate, si ha avviso ch'hanno fatto porre prigioni molti frati che si trovano in un monastero d'Oltolina, sotto il loro dominio, pubblicando che il medesimo che patirà il detto suo predicatore, lo faranno patire a loro, et oltra di ciò hanno protestato in iscritto a' confini e con li Svizzeri loro confederati, d'ogni danno che perciò potesse seguire».

Questo raccolgo dall'Archivio diplomatico di Firenze: dal quale ho pure un aneddoto intorno al famoso santuario di Einsidlen, appartenente ai Grigioni. Gedeone Strucker, il 27 settembre 1614, così scriveva al granduca:

«Essendo io partito li 24 di settembre di Santa Maria d'Hermitte (Einsiedelen), due giorni appresso havendo un bredicatore bredicato secundo il solito, è stato un burghese di Zurichio presente, mentre che il ditto bredicatore attendeva alla sua bredicatione, quel Zurichese dette una mentida con alta voce. Subito fu il preso dela guardia et fatto brigione, et il popolo se dubitorno ch'el saria truncato la testa, o per il mancho fenduta la lingua, ma la giustitia è statto misericordioso, et hanno sentenziato che alla dominica prossimo dele 28 di settember egli debeno menar alla hora della bredica sopra il pergamo, et redire la mentita data, et ch'el habia parlato falsamente, come un tristo mentitor, et dimandar perdono al bredicatore et alla giustizia et a tutti cattolici auditori quali sono stati presente. Quando fa bel tempo, se bredica sopra una bela campagnia, avante una capela, et circondato con la guardia, et compagnato nel tempio della dita guardia, et recompagniato con torggie, et singulare reputatione, circa lontano dal tempio una buona tyrata d'argebuso». Arch. dipl. di Firenze.

[276.] Quando il Fuentes minacciava i confini nel 1606, Ercole Salis ambasciadore presso la signoria veneta, eccitava questa a sostener i Grigioni nell'impedire questa pericolosa congiunzione di Stati. Il doge rispose, dolendosi delle molestie tante recate dal Fuentes, e che il senato riposava nella prudenza de' Valtellinesi, «volendo credere che in quel paese dove si lascia che ognuno viva nella vocazione che Dio lo ispira, non debbano li pretesti di religione far quegli effetti che il Fuentes desidera». Il senato, allora in subuglio per l'interdetto, decretò ai Grigioni tremila ducati il mese.

[277.] Vedi il patto stipulato nel 1587, rinnovato nel 1604, fra i Cantoni svizzeri e Filippo II per assicurare la religione cattolica nelle terre già comasche, ap. Lunig, Cod. dipl. ital. I, p. I, sect. 2.