[283.] «Fu fatta una congiura da' predicanti et Grigioni, la quale s'esibisce separatamente alla M. V., nella quale fu risoluto d'ammazzare il clero et nobili della valle... col giorno et hora ne' quali doveva il tutto essere eseguito».
[284.] Che i banditi Grigioni avessero intelligenze anche col governator di Milano non ne lasciano dubbio i carteggi dei granduchi di Toscana, dove sono divisate tutte le pratiche dei Planta, del Zambra, di Cristoforo Carcano e del prevosto della Scala, che a Milano era centro e anima di tutti quei maneggi. Un Beroldinger, che in Isvizzera facea gli affari de' granduchi, scriveva il 17 dicembre 1619:
«Nelli Grisoni le cose sono ancora irresolute, però con più avantaggio delli Luterani che de' Cattolici. Tuttavia si tratta una sollevazione per servizio delli Cattolici, e potendosi quella effettuare, portaria non poco giovamento alla nostra fede. Tuttavia le pratiche per la parte de' Veneziani sono tanto grandi, che ci priva della speranza di qualche buon fine. Con tuttociò dovemo sperare ch'Iddio non abbandonerà li suoi».
E nel carteggio di Milano, riferendosi le informazioni avute, si trova al 3 giugno 1620:
«In Svizzera sempre si è mandato soldati alla sfilata, essendone partiti di qua fin ad ora 900, e sebbene questo negozio sia trattato con grandissima segretezza, si scoprì in ogni modo che tutto si fa per ajutar certi banditi grigioni i quali, risoluti di tornar ne' loro paesi, tentano ogni strada perchè li riesca. E tanto che hanno determinato, per un lungo cammino che fanno, di entrare nell'Egnadina Alta e poi nella Val Tellina, per impadronirsi di quella valle, che, quando li sortisca, sarà di grandissimo utile a' Spagnuoli, che senza apparire a niuno, otterranno il loro intento d'esser padroni della Val Tellina, che per la qualità del sito e pel transito comodissimo nel Tirolo, sarebbe cosa di grandissima conseguenza».
Al 24. «A ogni punto si aspetta di sentire quel che haveranno fatto i Banditi grigioni ne' loro paesi, sentendosi che alli 25 si haveva a dar dentro, e che tutti i soldati mandati di qua per questo effetto erano lesti per muoversi dove gli fussi stato comandato...»
Al 30 giugno, negli avvisi di Svizzera c'è: «Sono passati a questi giorni alquanti carichi di denari, che da Milano mandano in Germania, sebbene i banditi hanno pubblicato che devono servire contro a' Grigioni».
Al 1 luglio. «In Grigioni si doveano effettuare i tentativi de' banditi il giorno di san Giovanni, ma perchè le genti del serenissimo Leopoldo (l'arciduca?) non potettero esser all'ordine per quel tempo, per questo si è differita l'esecuzione tutto il mese di giugno passato. E mi ha detto il signor duca di Feria che adesso aspetta avviso del seguito a ogni punto, e spera che s'abbia a sentire qualche bel colpo per l'estirpazione degli eretici di questi paesi. Mi soggiunse che, avendo fatta istanza al papa per semplice consiglio, come si dovesse incamminar il negozio, che non ha mai potuto haver risposta, e se ne dolse gagliardamente».
Al 8 luglio. «I maneggi trattati dai banditi grigioni per entrare nell'Engaddina bassa non sono riusciti, per essere stati scoperti, et avvertiti i lor nemici... Non si resta però di fare ogni diligenza per ajutar quelle pratiche. Jersera incassarono cento colli di polvere, archibusi et moschetti, si dice per mandarli in quei paesi».
[285.] De Burgo, p. 9: cioè da 50,000 franchi.