Anche A. W. Dieckhoff (Die Waldenser in Mittelalter, zwei historische Untersuchungen. Gottinga 1851) tende a provare che i varj scritti, i quali si sogliono riferire ai cominciamenti dei Valdesi, sono mera imitazione degli Ussiti. Questi scritti sarebbero: L'Anticristo, Aiço es la causa del nostro despartiment de la Glesia romana, colla data del 1120; e la Nobla Leizon, del 1100. Ad ogni modo sarebbero troppo posteriori all'età apostolica, cui taluno farebbe risalire quelle credenze: ma la buona critica non riconosce tanta antichità alla prima d'esse opere, dove è citato Agostino Trionfo, che morì nel 1328, e forse non è che traduzione di un lavoro de' Fratelli Boemi, portante il titolo stesso. La Nobla Leizon non può collocarsi che alla fine del XII secolo.

Vedi Charvaz, Ricerche storiche sulla origine dei Valdesi, e carattere delle primitive loro dottrine. Parigi 1836.

È strano che frà Paolo Sarpi, al principio della sua Storia del Concilio di Trento, dopo detto che tutto il mondo era all'obbedienza della Chiesa romana, soggiunge: «Solo in una piccola parte, cioè in quel tratto di monti che congiungono le Alpi con li Pirenei, vi erano alcune reliquie degli antichi Valdesi, ovvero Albigesi. Nelle quali però era tanta semplicità e ignoranza delle buone lettere, che non erano atti a comunicar la loro dottrina ad altre persone, oltrechè erano posti in così sinistro concetto di empietà e oscenità appresso i vicini, che non vi era pericolo che la contagione potesse passare in altri».

[387.] Ann. evangelii rennovati. Decad. 2, an. 1530. Vedi anche Ruchat, Histoire de la reformation en Suisse, vol. VII.

[388.] Beza, Hist. des églises reformées, tom. I, p. 36. Perrin, Histoire des Vaudois, pag. 161.

[389.] Gilles, Hist. générale des Eglises vaudoises, c. X.

[390.] Boverio, Annales M. Capuccinorum ad 1555.

[391.] Giovanna de Jussie savojarda, monaca francescana in Santa Chiara di Ginevra, visti i disordini della Riforma, ricoverossi ad Annecy, ed ivi stampò nel 1535 Le Levain du Calvinisme, narrandone i sacrilegj e i mali.

[392.] È edito dallo Zaccaria, Iter literarium per Italiam, parte II, op. XIII.

[393.] Questi descrisse minutamente le circostanze di quella guerra in lettere ai ministri di Ginevra, e sono date dal Léger, tom. II, pag. 687-96.