Della costante devozione di Casa di Savoja, così movea lamento la Revue des Deux Mondes il novembre 1866: Il n'est pas de race royale plus constamment soumise. Sa devotion portée jusqu'aux minuties du cloître, lui donne un physionomie à part, où les traits de l'ascète et du moine se mêlent souvent à ceux du politique et du guerrier... Ils se font volontiers moines, évéques, cardinaux et papes. Rome les canonise; elle ne sait rien refuser à ces saints; et tandis qu'elle ne laisse aucun pouvoir étranger prendre pied sur le sol italien, elle se montre conciliante envers celui-ci, elle en vient avec lui aux accomodements et aux concordats.

[399.] Una sua memoria al Mansfeld è stampata nell'Archivium unito-protestanticum del 1628, e illustrata da B. Erdmannsdörfer, Herzog C. Emmanuel von Savoyen und die deutsche Kaiserwal von 1619. Lipsia 1862.

[400.] Capefigue (Hist. de la refor. et de la Ligue, tom. VI, p. 310) reca questa lettera, tolta dalla Biblioteca Imperiale.

[401.] Vedi la nota 21 del Discorso XXXIX.

Del resto è noto che, quando Enrico III, reduce o profugo dalla Polonia, passò dalla Savoja, gli si chiesero, in ricompensa d'una colezione, le città di Pinerolo e di Savigliano, ed egli la consentì al duca: il quale poco dopo, vedendo Enrico III impigliato nella guerra civile, invase il marchesato di Saluzzo, protestando glielo renderebbe, ma intanto deponendo tutti gli uffiziali di Francia, e facendo battere una medaglia con un centauro che calpesta una corona, e il motto opportune, per indicare che avea saputo cogliere il tempo. Altri luoghi della Provenza occupò dopo ucciso Enrico III, talchè Enrico IV per frenarlo occupò la Savoja, e fe battere una medaglia con un Ercole che prostrava il centauro, e col motto opportunius. Questi fatti sono ricordati nella Première et seconde savoisienne, libercoli pubblicati quando Enrico IV obbligò il duca di Savoja a cedergli il marchesato di Saluzzo. Solo Clemente VIII riuscì a calmare Enrico, che da tutti i politici, e massime dal cardinale d'Ossat, era consigliato a ritenersi la Savoja e tutto il Piemonte, per punire l'infido duca, e serbarsi aperto il passo all'Italia: ed Enrico, più generoso che prudente, restituì ogni cosa a Carlo Emanuele.

[402.] Muston.

[403.] Vedi Bayle in Chigi., e qui sopra a pag. 314.

[404.] Di quel tempo rechiamo le seguenti note, somministrateci da monsignor Bernardi.

«Faccio fede, et attesto io sottoscritto Lorenzo Bernardi, podestà di Bubbiana (Bibiana) hauer il giorno, e festa di san Lorenzo hor scorso, che fu li dieci d'agosto dell'anno hora scorso, proceduto alla visita e recognitione de' cadaueri vccisi dalli ribelli Religionarj, venuti la mattina d'esso giorno nel presente luogo, et hauerne ritrouato il seguente numero tutti del presente luogo. Et primo il nob. M. Matteo Barbero, huomo di conditione, carico di otto figliuoli, d'età d'anni cinquantacinque, Maria Bonauda d'età d'anni ottanta circa, donna pouera et miserabile mendica, Andriano et Anna figliuoli del fu Marcellino Sebraro d'età d'anni, cioè detto Andriano di quattordici, e detta Anna di tredici, lauoratore di campagna, Cattarina et Maria figliuole di Giovanni Domenico Porta, d'età d'anni, cioè detta Cattarina di sedici, et detta Maria di venti, miserabili, e d'honorate qualità, Antonio Buffo servo di Gerolamo Cocho, d'età d'anni quindici circa, miserabile, Catterino e Giouannina giugali de' Borghi, d'età d'anni venti circa caduno, lauoratori di campagna, Gabrielle Alloa, d'età d'anni quaranta circa, carico di due figliuoli piccoli, lauoratore di campagna, Andrea Chiaberto, d'età d'anni venticinque, lauoratore di campagna, Giouanna Bertotta, d'età d'anni settanta circa, mendica, Giacomo Antonio figliuolo di Bartolomeo Barone, d'età d'anni quattordici, lauoratore di campagna, Madalena figliuola di Bernardo Richa e moglie di Giouanni Pietro Sebraro, gravida a punto di partorire, d'età d'anni venti, di campagna, Giouanni Francesco Smoriglio, chierico della Motta, qual faceua sua douzena in questo luogo per la scuola, d'età d'anni quindici circa, d'onorate qualità, Madalena e Lorenzo madre e figliuolo de' Veroni, d'età d'anni, cioè detta Madalena di sessanta, e detto Lorenzo di quindici circa, persone pouere e di trauaglio, che in tutto sono cadaueri diecisette, come dal detto atto di visita, et informationi di recognitione di quelli appare, de' quali mi offerisco farne fede ad ogni richiesta. In fede del che ho fatto la presente, et mi sono manualmente sottoscritto. Bubbiana, li otto genaro dell'anno mille seicento sessantaquattro.

Bernardi, podestà».