19. Non si ammetterà su tutti questi punti dispensa di età senza una precisa necessità.
20. È ancora nostra sovrana intenzione che in ogni diocesi si stabilisca una casa di ritiro, in cui possano raccogliersi tutti i parrochi ed altri ecclesiastici che volessero profittarne...
21. Siccome poi gli ecclesiastici sono chiamati ad un ministero tutto spirituale, che esige una somma attività e diligenza, così è necessario che siano liberi da ogni cura temporale. Niun di essi potrà assumere impieghi secolareschi come di agente, amministratore, esattore, procuratore, sollecitatore ed altri simili esercizj indecenti al loro carattere; intendendosi comprese ancora le amministrazioni o agenzie per gli spedali o altri luoghi pii laicali.
22. Sarà solamente ad essi permesso l'esercizio degl'impieghi principali negli istituti interessanti la pubblica pietà, l'istruzione della gioventù, purchè questo impiego non pregiudichi al servizio che debbono alla Chiesa...
23. Tra i traffici il più vergognoso egli è certamente quello delle messe. I Padri, i pontefici, i Concilj non hanno cessato mai di declamare contro un abuso sì grande che tanto avvilisce la maestà del più augusto sacrificio che possa avere la religione. Ma l'abuso sussisterà sempre finchè sussisterà il così detto onorario della messa. Sarebbe nostra intenzione che questa prestazione, o sia onorario, fosse interamente abolita, e incarichiamo i vescovi di pensare seriamente alla maniera di toglierlo.
24. Per ottenerlo più sollecitamente... vogliamo che nessuno possa più esser promosso a titolo di uffiziature o semplici cappellanie.
25. Ed abroghiamo ancora qualunque privilegio, come l'Eugeniano in Firenze, e in tutte le diocesi dove avesse luogo o questo o altro simile, siccome tendenti a moltiplicare le ordinazioni vaghe ed inutili.
26. Vogliamo altresì che, eccettuati quei pochi chierici che fossero precisamente necessarj alla Chiesa, sia tolto affatto il minuto clero dalle cattedrali o altre chiese.
27. Nè alcuno assolutamente potrà essere ammesso giammai al servizio della Chiesa sullo qualunque pretesto, se non avrà compiuti gli anni diciotto.
28. La vita dell'ecclesiastico dee essere di edificazione al popolo, e perciò non dee avere alcuna cosa che spiri vanità e dissipamento. Sarà perciò premura dei vescovi l'invigilare che sieno osservati i canoni del concilio di Trento sulla vita ed onestà dei chierici.