57. Nè si dipartiranno in quello che interessa la ecclesiastica disciplina da ciò che, come capo sovrano della società e come protettore dei canoni, abbiamo stabilito in questa nostra Normale, che sarà sempre inviolabilmente osservata.
§ V. — Chiese, Funzioni ecclesiastiche ed Oratorj.
61. Il cristiano deve mostrarsi tale in ogni tempo, in ogni luogo, in tutte le sue operazioni, ma in special modo nella chiesa, che propriamente si chiama la casa di Dio. La riflessione, che in essa abita stabilmente il Figliuolo di Dio come in suo trono, dee tutti riempire di un santo orrore e rispetto. Quando la pietà era più fervorosa ed illuminata, quando i fedeli erano più vivamente penetrati dalla filiale apprensione della divina Maestà, non avevano bisogno di alcuno eccitamento sensibile. Le caverne, le prigioni, le solitudini, i cimiteri, tutto egualmente inspirava ad essi sentimenti di religione perchè a tutto suppliva la fermezza della loro fede. Nella tiepidezza dei nostri secoli non si può mai essere abbastanza solleciti intorno a questo gravissimo oggetto.
Importa dunque moltissimo che i vescovi e i parrochi si diano tutta la premura di far concepire ai loro popoli una sincera venerazione alla casa di Dio, ed inspirino in essi una giusta idea della santità degli uffizj che in essa si praticano. Ad ottenere questo fine contribuirà grandemente il mantenere nelle chiese l'ordine, la gravità, la decenza, la semplicità. La confusione distrae; la sordidezza ributta ed il lusso soverchio non fa che richiamare la curiosità, la dissipazione e le idee profane del mondo. Lasciando ai vescovi il pensare alle più minute provvidenze, che possono esigere le particolari circostanze, Noi fisseremo alcune massime generali che dovranno essere esattamente osservate in tutto il Granducato.
62. In conformità della risoluzione degli arcivescovi e vescovi, nella chiesa gli uomini saranno sempre separati dalle donne.
63. Nè sarà a queste permesso l'intervenire alle sacre funzioni con abito e abbigliamenti indecenti, e presentandosi in maniera non conveniente alla santità del luogo, dovranno esser mandate fuori dai sagrestani, senza riguardo alla condizione di persone.
64. E ad effetto che i fedeli non siano importunamente disturbati nei loro atti di religione, sarà proibito assolutamente ai poveri di questuare dentro le chiese; ma solo sarà permesso fuori della porta.
65. La incongrua celebrazione simultanea di molte messe, singolarmente nelle chiese piccole, genera disturbo e confusione e forma una idea poco analoga alla gravità di quel terribile ed augusto mistero e all'unità di quel divino sacrifizio. Quindi non sarà celebrata che una messa per volta, e i parrochi ed i sagrestani avranno tutta l'attenzione perchè le messe sieno distribuite in maniera che possano servire al maggior comodo del popolo, e ve ne siano a tutte l'ore.
66. Attesa la separazione degli uomini dalle donne, sarà necessario che l'altare a cui si celebra sia nel mezzo della chiesa, quando qualche grave ragione non esigesse diversamente. Avranno però i vescovi tutta la premura di togliere dalle chiese gli altari indecenti o superflui...
67. Le immagini sono il libro degl'ignoranti che serve ad eccitare in essi la memoria delle azioni virtuose dei santi che rappresentano. Egli è adunque assolutamente necessario che tutte, niuna eccettuata, si tengano scoperte, fuori del tempo della Passione.