Manzoni ha pubblicato uno de' più bei lavori apologetici sulla Morale Cattolica, credendo ribattere il Sismondi. S'ingannò. Fu il Tamburini che, per mostrare quanto malo gl'Italiani intendessero la libertà e quanti danni abbia lor recato il cattolicismo, stese due capitoli, che sono ad verbum i due famosi che il Manzoni confutò trionfalmente, supponendoli del Sismondi.

Non occorre di più per indurre ad assolvere il professore bresciano dall'aver commesso un libro degno solo dell'invereconda letteratura di bottega; un libro dettato collo sguajato disprezzo che oggi si usa verso un pubblico abbandonantesi alla credulità, ch'è uno de' più generali effetti delle rivoluzioni.

[514.] Esame della confessione auricolare e della vera Chiesa di Gesù Cristo. Anno III.

[515.] Della monarchia universale dei papi, discorso umiliato alla maestà di Ferdinando IV, ed a tutti i sovrani del mondo cristiano. Napoli 1789. Alcuno la crede opera del siciliano prevosto Minci, ajutato dallo Scotti, il quale predicando allora nel duomo di Aversa, dovette partirsene perchè credutone autore.

[516.] Nel 1862 fu presentata al parlamento italiano una petizione acciocchè si erigesse un monumento al Serrao, «uno di quei pochi generosi che sfidarono i fulmini papali gridando alto la verità contro gli abusi e la corruzione dei preti, minacciando fin d'allora ferire codesta tenebrosa associazione di tristi, che da 1800 anni conculca le leggi del pensiero e i diritti dell'uomo».

[517.] Il filosofo Rosmini ha un'orazione funebre per Pio VII, dove è a vedere come lo scagiona dell'aver incoronato Buonaparte. Gli atti corsi in quell'occasione servono a spiegare in qual guisa la Corte di Roma intenda la tolleranza, e come vada intesa l'enciclica dell'8 dicembre 1864. La verità è una. Non può teologicamente riconoscersi vera nessun'altra religione. Ma ciò non importa che, civilmente, non abbiasi a tollerare chi ne professa un'altra. Talleyrand stesso, in un rapporto all'imperatore del 13 luglio 1804, diceva: «La tolleranza in Francia e nella più parte degli Stati europei è un dovere politico, che non affetta in nulla la cattolicità de' sovrani e degli Stati che governano. In Germania, in Italia, a Roma stessa e in Francia si vietano l'insulto e la persecuzione; si compiangono i dissidenti, ma si comanda di rispettarne le opinioni e il culto, che la coscienza prescrive loro di praticare.»

[518.] «Intanto innumerevoli spie son qui mantenute, e tutta Roma e tutto lo Stato pontificio sono in preda alle loro calunnie, il palazzo apostolico n'è assediato, come fosse un castello». Note del Consalvi al Talleyrand, 1805.

[519.] Nelle memorie lasciate dal principe di Metternich, lungamente ministro dell'impero austriaco è detto: «Io, non come cattolico, ma come ministro d'Austria voglio che il papa soggiorni in casa del papa, e non in casa d'altri. L'ho cantato a Napoleone quando il papa era in Savona prigioniero della Francia. Napoleone mi volea bene, e sapeva che il papa onoravami di sua fiducia. Un giorno mi chiamò e mi disse: — Fatemi un servizio. Sono stanco della cattività del papa. È una condizione che non può fruttar nessun utile, e che importa di non continuare a lungo. Desidero che andiate a Savona; il papa vi è benevolo; gli farete gradire un disegno che ho divisato per isbrigar questa brutta lite.

Io ripresi che mi converrebbe ottener prima la licenza del mio imperatore.

— O che! mi ricusereste questo piacere? (replicò egli). Parmi che non arrischiereste nulla, adoperandovi per la pace del mondo.