[562.] Senza parlar di calci, un altro deputato diceva l'11 luglio: «Il delenda Cartago del partito veramente nazionale e liberale debb'essere rappresentato dallo scrivere sulla nostra bandiera Cessazione del potere temporale del papato». Atti, pag. 1292.

[563.] Datum est illi bellum facere cum sanctis et vincere eos. Apocalissi XII, 7.

[564.] Sui miracoli abbiamo discorso nel VOL. I, pag. 319. In somma la credenza nel soprannaturale consiste nella persuasione che, al disopra delle leggi che conosciamo, e che operano quotidianamente sotto ai nostri occhi, esiste la volontà creatrice, che essendo indipendente e padrona assoluta dell'opera propria, può sospendere l'azione delle leggi ordinarie per far intervenire leggi d'un ordine superiore che noi non conosciamo, e che fanno parte dell'armonia trascendente del mondo morale. Supremo passo della ragione è il riconoscere che v'è un'infinità di cose che la sorpassano. La ciarlataneria interessata o l'allucinazione possono addurre falsi miracoli: ma ciò non toglie la possibilità di veri: ed oltre quelli che sappiamo per fede, è illogico il repudiare tutti quelli che ci furono tramandati con una certezza non minore che gli altri avvenimenti storici. Rousseau, nelle Lettres de la montagne, scrive: «Dio può operar miracoli? Tale quistione, presa sul serio, sarebbe empia quando non fosse assurda; e a chi la risolvesse negativamente si farebbe troppo onore col punirlo: basterebbe metterlo nei pazzi. Chi ha mai negato che Dio possa far miracoli? solo un ebreo può domandare se Dio potea far delle tavole nel deserto».

[565.] «Il principio della scuola critica è che, in materia di fede, ciascuno ammette quel che ha bisogno di ammettere, e in certa maniera fa il letto delle sue credenze proporzionato alla sua misura». Renan, Les apôtres, introd., pag. LIV.

Ai membri del Concilio ecumenico protestante tenutosi il 1845 in Berlino, fu diretta questa circolare:

«Voi foste convocati per renderci l'unità delle dottrine, del culto e della costituzione ecclesiastica. A spiegarci con serena schiettezza, noi non crediamo verun di voi così profondamente sepolto nei secoli andati, che non vegga addirittura esser oggimai di pochissima importanza il secondo punto, considerato come principalissimo all'epoca dell'unione. In materia di unità di culto e liturgia, il cattolicismo produsse quanto v'ha di più grande e più perfetto: alla Chiesa nostra manca ciò che dà al culto il più bello e il più incantevole, l'antichità immemorabile e il carattere tradizionale, doti del solo cattolicismo. Ricevete pur dunque proposizioni e progetti; ma non isprecate un tempo prezioso nell'esaminare codesti mezzi con cui le immaginazioni poetiche vagheggiano un culto protestante omogeneo, e il figurarsi migliaja di templi protestanti, mentre assistono alla liturgia, echeggianti d'una stessa prece e di un canto stesso.

«In quanto alla confessione del domma, senza accordar piena libertà non può l'unità di confessione produrre altro che tirannia e servaggio, o scismi e sètte: sicchè ogni Comune confesserà ciò che gli talenta, il pastore predicherà ciò che a lui piace, e non s'addosserà altro dovere che di attestare, nel prender possesso dell'impiego, d'essere cristiano, e voler servire alla Chiesa. Nulla più può da lui esigere la Chiesa. Deve dunque il pastore in ogni occasione pronunciare la fede sua personale, ma esprimendola in termini biblici, per evitare scandalo. Così i fedeli, come sempre dee accadere, compiranno a modo loro e secondo la personale lor fede, ciò che egli lor dice: ma pure dovranno riguardar la parola di lui come parola di Dio. Che se voi riduceste la formola della fede alle idee di coloro che credono di più, è facile prevedere nascerebbero nuove sètte.

Vi si objetterà forse che in tal guisa voi distruggete la Chiesa e spezzate il vincolo dell'unità. A ciò gli uomini di libertà risponderanno che da lungo tempo la Chiesa venne meno, nè ha più valore alcuno. Già da due generazioni, anzi da tre secoli, l'arbitrario irruppe nella Chiesa, e governolla. La Chiesa secondo l'idea sua primitiva, appartiene al cattolicismo, e tutto ciò che nel sistema protestante tende a ritornarvi, non solo rinnega il protestantesimo, ma non giungerà mai ad esser altro che un pallido riverbero dell'unità, che è visibil gloria del cattolicismo. Noi vogliamo solo la Chiesa cristiana e niente più; non vogliamo unità di fede circoscritta ad una misura qualunque; giacchè nel cristianesimo la sola cosa essenziale è di essere cristiano. Cercherete di più? volete una confessione che includa anche solo il minimo dei dommi? Ecco tosto per l'unità divien necessario un potere papale, sia di un uomo o di una scrittura; anzi, se l'intento vi riuscisse occorrerebbero tribunali di fede ecc.».

Non so se più bella apologia potesse scriversi dell'autorità e dell'organamento cattolico.

[566.] Carte segrete della polizia austriaca, vol III, pag. 17.