Hieronymi hic sunt condita ossa Zanchii

Itali exulantis Christi amore et patria.

Qui theologus quantus fuerit et philosophus

Testantur libri editi ab eo plurimi.

Testantur hoc quos voce docuit in scholis

Quique audiere eum docentem ecclesias.

Nunc ergo quamvis hinc migravit spiritu

Claro tamen nobis rem auxit nomine.

Le opere sue vennero raccolte in sei volumi, contandone due di Lettere pubblicate a Ginevra il 1619. La più celebre fu De Dei natura et de tribus elohim Patre, Filio et Spiritu Sancto, uno eodemque Jehova, in due parti: nella prima espone la pura dottrina e spiega il mistero della Trinità: nell'altra confuta gli argomenti opposti. Queste scritture lo levarono in tal fama, che lo Sturmio diceva basterebbe egli solo a tener testa a tutti i Padri tridentini; ma se ottennero molte lodi, ebbero pochi lettori, e il Bayle riflette che le si aveano per un nulla, e le compravano men tosto i teologi che i pizzicaruoli.

In non minore rinomanza salì Francesco Negri da Bassano. Per un amore infelice entrò negli Agostiniani[184]; di nuovo l'amore lo trascinò fin ad un assassinio, pel quale ricoverossi in Isvizzera. Legatosi con Zuinglio e adottatone le dottrine, vuolsi l'accompagnasse alla conferenza di Marburgo nel 1529; alla dieta d'Augusta sostenne la piena libertà de' culti, che invece fu limitata alle due Sette principali, e finì cogli Antitrinitarj.