Coi Thiene aveano grand'entratura i Pelizzari, che li seguirono nell'esiglio, e posero banca a Lione.
A Londra si piantò Gaspare Gato mercante di seta, e alla regina Elisabetta regalò un par di calze, fatto con seta nata, filata e tessuta in Inghilterra. Le espressioni de' contemporanei fan credere appartenesse alla società ereticale.
Alcune frasi del testamento del 1575 fecero noverar fra gli aderenti al calvinismo anche Volpe Brunoro.
Una lettera del 7 marzo 1591 di Gabriele Capra narra che i figli di Marcantonio Franceschini tolsero per forza una loro sorella al convento, e la voleano convertire; ma questo non basta per farli credere eretici.
Di Giulio Pace, altrove da noi mentovato, fu quartogenito Giacomo, che tornò cattolico, e stette professore a Padova. Una sentenza del 5 luglio 1570 del tribunale ecclesiastico di Vicenza, firmata da Antonio Rutilio vicario generale e frà Andrea da Materno inquisitore speciale, condannava Francesco Renalda e Giambattista Trento. Quest'ultimo, ricoverato in Inghilterra e postosi ospite del ministro di Stato Francesco Walshingam, protesse i profughi per religione: nel testamento del 2 marzo 1588 beneficava i fratelli Pelizzari suddetti; i suoi libri ed altro lasciava alla chiesa italiana in Londra, nominando esecutore il Walshingam, e volle esser colà sepolto in San Nicolò.
Nel martirologio di Ginevra è notato Ricetto da Vicenza, che il 15 febbrajo 1565 a Venezia fu posto sopra le famose due gondole unite, che poi separandosi lasciavano cadere in mare il condannato. Ivi cercò un mantello perchè sentivasi freddo. «Che freddo? (gli rispose alcuno). Ben maggiore n'avrai ben tosto in fondo al mare. Che non cerchi piuttosto salvar la tua vita? Fin le pulci fuggono la morte» — «Ed io (rispose) fuggo la morte eterna».
In un manuscritto di memorie autografe, or posseduto da monsignor Marasca di Vicenza leggesi: «1559 a dì primo zunio morse ne le preson monsignor Augustin da Cittadella, e dappoi morto fu posto in Campo Marzo, e lì brusado per luterano»[190].
All'11 marzo 1585 Giovanni Strozzi scriveva al granduca di Toscana da Trento: «Qui s'è detto che inverso Lione sono state intercette lettere di Vicentini, che da Vicenza mandavano a quelli di Lione, confortandoli a difendersi costantemente e non dubitare, perchè presto verrebbe tempo che tutti insieme godrebbero della comune vittoria». E al 15: «Essi inteso che a Vicenza sono stati presi, per ordine del consiglio dei Dieci, alcuni gentiluomini per conto d'eresia, forse per occasione di quelle lettere intercette, che per l'altra dissi a vostra eccellenza illustrissima».
Del poeta Gian Giorgio Trissino accennammo altrove le libere critiche contra il clero, ma non v'è ragione di aggregarlo ai miscredenti. Fra i tanti che v'aspiravano, egli fu prescelto a sorreggere lo strascico del manto papale nella coronazione di Carlo V a Bologna. Venuto nel 1542 a lite col figlio Giulio ecclesiastico, lo dipingeva qual luterano, sedotto da Pellegrino Morato e da un prete Salvago, probabilmente vicentino; e che seguisse e favorisse gli eretici, e ne adduce qualche prova.
Carlo Sessi nacque da Gian Lodovico e Caterina Confalonieri a Sandrigo, donde i suoi erano feudatarj, e donde lo menò via il vescovo di Calaora, ch'era al seguito di Carlo V, e gli diè sposa una nipote. Dicemmo come fosse vittima dell'Inquisizione di Spagna l'8 ottobre 1559. I suoi figli rimpatriati, si stabilirono a Verona.