Lo stesso santo fiancheggiò vigorosamente il Pusterla arciprete di Sondrio nell'opporsi al collegio che voleva istituirsi in quel paese sotto la direzione di Rafaello, figlio di Tobia Eglino: ne seguì una vera sollevazione, e molti furono processati e sbanditi, fra cui il Pusterla stesso, ma il collegio non si potè aprire. San Carlo ottenne dai Cantoni svizzeri cattolici che inviassero deputati alla dieta de' Grigioni per tutelare gli affari dei Valtellinesi ortodossi. Dopo il viaggio nella Mesolcina che descrivemmo (vol. III pag. 91) avrebbe bramato scendere in Valtellina, ma non l'ottenne[268].
Dicemmo che, quando la costituzione corra pericolo, i Grigioni erigono un tribunale speciale (Straffgericht) di giudici scelti dalle comunità, con poteri dittatorj. Allora lo piantarono per iscoprire e castigare coloro che aveano favorito la venuta del Borromeo, al quale attribuivano sottofini politici; tanto più che era nipote di quel Gian Giacomo Medeghino, che viva guerra avea fatto a' Grigioni, e tentato toglier loro la Valtellina. A quel tribunale Girolamo Burgo mesolcino confessò alla tortura aver dal Borromeo ricevuto denari e grano da distribuire ai fautori, nominò i complici, e tutto quel che si volle.
Certo è bene che al Borromeo i Valtellinesi recapitavano i lamenti contro gli abusi dei loro padroni e che trattarono di ribellarsi coll'ajuto dei governatori di Milano, non mai rassegnati alla perdita di quell'importante valle. Don Ferrante Gonzaga governatore aveva intrigato all'uopo fin col vescovo Vergerio[269], sebbene invano; e una lettera del Borromeo del 1584 ci fa chiari che la cosa fu anche più tardi discussa, e ch'egli la favoriva siccome propizia alla religione, e ne trattava coll'ambasciador di Francia, e teneasi presso que' confini per accorrere ad ogni moto; pur protestando «non voler tenere, per ajutar que' popoli, altra via che la spirituale»[270].
Di quel tempo un Rinaldo Tettone, ricco negoziante milanese, avea mal condotto i suoi affari, e come uomo che nulla aveva più da perdere, si pose a capo d'una banda di bravacci, mestiero che allora non disonorava se non chi non riuscisse. Dal fare preso ardimento al fare, meditò invadere la Valtellina, e metterla a sacco; e per mantellare la ribalderia, come si suole, avrà sparso di andarvi a rialzare la santa religione cattolica, ed operar d'accordo col governatore Terranova, col cardinal Borromeo, con papa Gregorio. S'avviò di fatto, ma il Parravicino governatore di Como non permise che quella ciurma entrasse in città, e a forza lo respinse colle armi cittadine, mandando al supplizio quanti colse de' costui seguaci.
Ita al vento l'impresa, il governatore di Milano se ne fece nuovo affatto, ed il Tettone fu cacciato in galera[271]. I Grigioni ne fecer un capo grosso, e molta gente inquisirono, senza verificare d'alcuno la colpa: ma il cardinale tennero in memoria di fazioso e brigante.
Era questi morto l'anno avanti nell'atto, dice il Calandrino, di metter fuori il scelleratissimo suo parto[272]; la lettera addotta lo mostra innocente di maneggi, ma conscio: e il Ripamonti e il Ballarino[273] fanno testimonianza che colla Spagna assecondava la trama: e il suo nome restò formidabile agli eterodossi, e da quel punto chi ad essi opponevasi diceanlo appartener alla Lega Borromea, come ai dì nostri dicesi della Congrega, de' Gesuitanti, de' Paolotti: e campioni n'erano il padre Giovanni Odescalchi vescovo d'Alessandria, e Giovan Pietro Negri domenicano.
Nè i dissidenti cessavano di sorreggere i proprj religionarj e sfavorire i Cattolici; negli statuti di Valtellina stampati il 1549 furono intrusi alcuni a favor di quelli: al giubileo del 1575 si pose ogni possibile incaglio: nel 1585 trovandosi a Chiavenna unite le bandiere de' Grigioni, sancirono di nuovo intera libertà di religione, il che allora come altre volte, significò persecuzione della cattolica: non voleano ricevere frati esteri, nè manco per la predicazione quaresimale; e sopratutto non soffrivano si pregasse per l'estirpazione delle eresie, quando non si dichiarasse non intendersi quelle professate dai signori Reti; non potendo comportare che si facesser orazioni contro i proprj signori. Ai predicanti riformati si assegnavano soldi[274]: le rendite della prepositura di Sant'Orsola di Teglio già da anni eransi applicate a mantener il predicante di colà, sorrettovi dalla famiglia Guicciardi. Natane opposizione, e mescolatisi i partiti, si pretese che l'onorevolissimo cittadino Tommaso Planta fosse guadagnato dall'oro spagnuolo, e fattogli processo, venne condannato a morte.
Broccardo Borrone di Busseto parmigiano, studiando in Padova conobbe gli scritti di Calvino, e ne fu pervertito; venne in Valtellina il 1592, e mediante il favore di Andrea Ruinelli, medico e professore ne' Grigioni, fu fatto predicante e maestro a Traona, donde il 1596 passò cancelliere del commissario Giovanni Planta in Chiavenna. Accusato d'esser fuggito d'Italia non per religione, ma per turpitudini commesse, d'aver più volte esternato il desiderio di tornare cattolico se il papa gli perdonasse, al qual fine cercherebbe ridurre in mano dell'Inquisizione alcuni predicanti, fu messo alla tortura rigorosa: e non confessando, fu dimesso pagando cencinquanta coronati per le spese di processo: poi la Dieta lo bandì da tutto il paese, perchè temeasi meditasse vendetta. Nel suo breve soggiorno nella Rezia, erasi egli giovato del suo posto per raccogliere curiose notizie: perocchè nel 1601 un Giorgio Pini di Traona scrisse da Roma che vi si trovava il Borrone, e che avea fatto un libro ove descriveva il paese e gli abitanti: subito si cercò un tal libro, poi si pose una taglia sulla costui testa, ma non si trovò chi la volesse guadagnare. In realtà, per aver denaro, egli avea steso un libello, dal quale scegliamo solo alcuna cosa di quel che concerne i paesi italiani, de' quali dice: «Attorno al lago di Como son le parrocchie cattoliche, di Novato, Campo, Samolago, Gardona, dove non c'è eretici, talmente prevalse l'esempio dei vicini. Cattolica è tutta la val San Giacomo, per la quale si passa a Coira, sempre fra cattolici. Il contado di Chiavenna ha quindici parrocchie, tutte con preti cattolici; ministri eretici sono a Chiavenna, Piuro, Pontilio, Mese, tutti apostati dall'Italia. De' cinquemila abitanti, ottocento son eretici; e mille capaci dell'armi, fra cui al più cento eretici. Non sarebbe difficile purgar il paese dall'eresia, non mancandovi gente di cuore, che aspetta l'occasione.
«Allo sbocco dell'Adda vedonsi gli avanzi d'una torre, dove Gian Giacomo Medeghino avea posto campo per impedire che i Grigioni v'entrassero; e converebbe rialzarla.
«Nella Valtellina ha 65 parrocchie, ciascuna col suo curato, ma vorrebber essere visitate, essendovi di molti contumaci e profughi dall'Italia senza dimissoria. Non c'è verun luogo tutto eretico, bensì alcuno ove neppure un eretico; e i ministri son appena dodici, tutti apostati italiani, i quali se si allettassero, credo che in breve la valle sarebbe risciaquata dal calvinismo. De' venticinquemila abitanti appena un decimo abbracciarono la Riforma: scrivonsi quattromila alla milizia, tra cui ottocento eretici. Ma è da confessare che cogli eretici stanno i principali e più ricchi, non solo di Valtellina ma di tutti i Grigioni. I natii aborrono i dominanti, e all'occasione se ne disferebbero. Nè difficil sarebbe il redimerli, tanto più che nella Rezia non potrebbe entrare per soccorso alcuno de' confederati se non per passi angustissimi che stan in mano de' Cattolici; mentre ai Cattolici italiani e tedeschi son aperti i varchi».