Fornajo di mestiere, quindi Fournier di soprannome era stato il padre di Benedetto XII papa, allora sedente in Avignone. L'indicarlo a quella guisa, anzichè spiattellarne il nome e il luogo, era stato una di quelle povere transazioni che fanno colla prudenza coloro i quali sanno alle sue leggi rassegnarsi solo fino ad un certo punto.
Aurigino non si sarà creduto d'aver fatto il minimo, male, non n'avrà concepito il minimo rimorso, eppure avea messo lo spione sulla traccia, che più non perderebbe. Ramengo toccava appena il suolo colle piante per l'esultanza di questa scoperta, ma dissimulando e facendosene appieno informato,—Di certo (proseguiva) e' s'è messo ad Avignone come un chierico, il quale aspiri al cappel verde o al rosso, o come un basso delinquente, che cerca sicurezza celando lo stocco micidiale fra le tonache e le cocolle. Ma lo ridesteremo noi da codesto pigro sonno… oh, lo ridesteremo!
—E qui (soggiungeva il Ponzone) troverete amici suoi, da potervi dare indirizzo e ajuto.
—Vi saranno, m'immagino, suo fratello Zurione, Maffino da Besozzo, quel della Pietrasanta…» domandava Ramengo. E gli rispondevano:—Sì, ma chi ne mostra più amore e devozione è lo scudiere Alpinolo.
—Alpinolo?…» ripetè colui, sentendosi dai capelli alle piante rimescolare.—Alpinolo? dov'è? ch'io lo veda tosto, ho estrema necessità di parlargli per cosa che molto dappresso lo tocca. Dov'è? dov'è?
—Che furia!» saltava su quel mezzo prudente da Locarno.—Finiamo di bere, e poi venite con noi. Laggiù ve li faremo trovar tutti. Che festa per loro a rivedervi!…
—Ma io voglio parlare con Alpinolo dapprima… con lui testa testa. Le cose so come vanno trattate»; e mentre egli era dominato dall'ansietà di trovare un figlio, e dalla speranza che, scoprendosegli padre, ne avrebbe e perdono ed amore, essi continuavano a bere, a discorrere, a ragionare, massimamente di Alpinolo.
—È un demonio colui quando si tratta di mettersi ad un'avventura.
—E per un proponimento non ha il pari. Ti ricordi, Ponzone, i primi giorni? Noi lo credevamo muto: nè parlava nè faceva segno. Che è, che non è, aveva fatto proposito di non proferire sillaba per sei mesi.
—E così giovane! (soggiungeva il Muralto.) Che gran soldato vuol riuscire!