I più timidi levavano il volo, come colombi grulli, spaventati; i prudenti s'addomandavano:—Con chi l'ha costui?» e facevano largo; ma quelli di spiriti più vivi, quelli che ancora si sentivan la stizza d'altri colpi toccati dalla mano di lui, perdettero la pazienza, e cominciarono a voltarsegli con un viso brusco, e rompere la strada a lui ed ai concittadini suoi, che per amor di patria, anche senza dimandarne la cagione gli davano spalla.—Per tutti i santi del calendario! (esclamava il popolaccio). E' pare che costui abbia bevuto sangue di drago e pasciuto carne di cocodrillo».
—Vuoi finirla una volta, ambrosiano insatanassato?
E qui tra Milanesi e Pisani cominciava quella battaglia di lingue, che suol precedere la battaglia di mani.
—Fatevi da banda, anime di sambuco! Pisani, vitupero delle genti!» gridavano i Lombardi guardando in cagnesco.
—Andate via, Milanesi mangiafagiuoli», rispondevano i Pisani mostrando il pugno.
—Meglio fagiuoli che non le cee[24] che se ne comprano trentasei per un pel d'asino.
—Che state dunque qua, baggiani da dodici la crazia? che mutate l'Arno nella cantarana di Sant'Ambrogio.
—Ci stiamo perchè possiamo. E però?… spendiamo dei vostri?
Covielli, che un solo Milanese vi ha volti in fuga a diecimila?
—Odi parlare che par tedesco!
—Odi che favellando par che sgargarizzino!