—Pane d'un dì e vino d'un anno (rispondeva l'altro). Ce ne fosse sempre, col caro d'oggidì! Tutto costa un occhio, e nel mestiero si fila sottile. Maledetta sia l'ora e il momento che scelsi questo mestiero! Fare il cane tutto il giorno, ingegnarsi di tormentar più che si può gente che non m'ha offeso per nulla: e in pagamento aver da litigare il pane, e in tasca neppur tanto da far cantare un cieco. Uf!»

E qui tirava un buon fiato di vino, poi, forbendosi la bocca col dorso della sinistra, soggiungeva tentennando il capo:—Se non fosse… se non fosse….

—Ma se tanto ti pesa codesto arrabbiato mestiero, perchè non lasciarlo?» lo interrogava il soldato.

—Lasciarlo, eh? Mi fai ridere, e ho male. Hai un bel dire tu che hai tutta la casa nella valigia. Ma di' su: come si fa allora a mantener la moglie e una nidiata di ragazzi e un'altra di vizietti? E mia madre m'ha fatto qui un osso, che, è inutile, non posso lavorare: mi fa male: sarebbe un accopparmi. Ma che serve darsi delle scese di capo? Cacciamo i fastidj trincando. Mille pensieri non pagano un debito».

E tornava attaccar la bocca alla mezzina, poi ne offriva al soldato con rozzo garbo, dicendogli:—To', camerata, tirane un sorso, chè il vino sbandisce le malinconie».

Quegli prendeva la brocca, ne gustava, o almeno vi poneva le labbra, e, rendendogliela,—Dunque vuol dire che se tu trovassi da vivere altrimenti, lo faresti, eh?

—Se lo farei? e di che voglia! Non so qual altra vita non durerei per abbandonare le chiavi, il nervo, i ceppi, i catenacci e il diavolo che se li porti! Qualunque vita, purchè non fosse quella manifattura del lavorare. Mi terrei di passeggiare tutto il dì nato a far la ronda, come te; andrei fino a Gerusalemme in ginocchio, quand'anche vi fossero cento miglia, perchè, vedi, io son mantello da ogni acqua, purchè si buschino quattrini, e non vi si abbia a mettere la schiena.

—Ma dimmi, se nel tuo mestiero ti cascasse da guadagnare?…

—Guadagnare?… (domandava Macaruffo con ansietà) Guadagnar denari?

—Per esempio… (continuava il soldato) una cinquantina di fiorini d'oro?…»