Se sapete come accori l'udirci assicurare da altri di una disgrazia, di cui pure siamo certi, non vi stupirete che Alpinolo, a questi detti, si scotesse da quella specie di sonnambulismo, e urlando, e cacciandosi le mani fra i capelli prorompesse:—Maledetta spia!

—Oh sì (entrava a dire Ottorino Borro). Non può essere stato altri che qualche infame spione. Ma…

—Ma non andrà a Roma a pentirsi», l'interrompevano gli altri in coro; e ruminavano chi potesse esser costui, senza però nè indovinare nè darvi appresso; e giurando di fargliela pagare. Pronta allora come un vendicatore, insistente come un rimorso, affacciavasi ad Alpinolo l'idea del suo peccato: e che colui che maledivano era lui appunto; e perdeva il coraggio di riferire come la cosa fosse passata. Tutti avrebbero inteso la sua colpa; pochi udita, nessuno accettata la scusa.

Persuaso dalle loro istanze, e comprendendo come il suo tornare sarebbe, non solo inutile, ma anche dannoso crescendo i testimonj e le vittime, si accompagnò col Torniello, con Maffino da Besozzo, con Ludovico Crivello e cogli altri foruscenti.

Ma da una parte quei fuggiaschi, per cacciare l'incalzante pensiero di quanto abbandonavano o perdevano, volentieri cercavano ogni occasione di spassarsi. Benchè si trovassero ancora su terre viscontee, la tirannide non faceva sentire il suo maligno influsso così lontano da sè, nè soffocava i buoni frutti della primiera libertà; incontravano cuori amorevoli, gente cortese, ospitale, che gli soccorreva d'ogni loro bisogno, li compativa, ed ajutava come potesse. Deposto quindi ogni timore, cercavano conforti ai casi loro col bagordare sulle bettole, tentare le fanciulle, mescersi ai giuochi nelle borgate dove arrivavano. Del che li disapprovava apertamente chiunque avesse fior di senno, e principalmente Maffino da Besozzo, che ripeteva doversi acquistare credito alla propria causa, e chiarire l'ingiustizia degli oppressori, con un dolore decoroso, col mostrarsi allo straniero degni dell'amore dei buoni e superiori all'odio dei ribaldi. Ma un rabbioso dispetto ne provava Alpinolo, che avrebbe voluto vederli tutti desolati e sempre colla lacrima sugli occhi, l'imprecazione sulle labbra. Anche il loro frequente augurare ogni mala ventura a chi avea cagionato tutto quel disastro, era un martoro insoffribile al giovane, talmente che più non potea vedersi fra loro.

Una mattina, cerca, aspetta, più non trovano Alpinolo.—Ove sarà andato?» uno domandava all'altro, e nessuno sapeva rispondere: onde, persuasi che, per qualcheduna delle sue stravaganze, avesse preso altro partito ai casi suoi, seguitarono la strada, e passarono in terre sicure.

Imperocchè quello sminuzzamento d'Italia, che sempre di tanto pregiudizio riuscì al suo politico ordinamento, di qualche vantaggio tornava a chi fosse costretto sottrarsi alle persecuzioni, offrendogli a pochi passi dalla patria un asilo, salvo almeno dalla prima furia, e sinchè il persecutore non avesse tempo di preparargli insidie anche colà.

Alpinolo, scostatosi da loro con orribili pensieri per la testa, si avviò lunghesso il Po, verso i luoghi dove avea passato la sua prima fanciullezza. Quante care immagini gli destava in mente il rivedere quei luoghi! immagini placide, serene, come son quelle dei primi anni: trastulli puerili; quiete cure attorno a colui che chiamava padre, ajutando a distender le nasse, a mettere giù le insidie ai pesci, a cercare vermicciuoli da infilare su la lenza: immagini a cui aggiungeva una solennità profonda il bujo della notte che tutt'intorno taceva, e che formavano, deh quale contrapposto collo stato presente di lui, or che tornava reo di tanta colpa, abbominevole altrui, esecrabile a sè stesso.

Quali accoglienze avesse alla capanna dei mugnaj lo udiste già raccontare da Maso a Ramengo. In quel piccolissimo mondo era stato un grande avvenimento la partenza di Alpinolo, era un grandissimo il suo ritorno; onde tutti, Alpinolo qua, Alpinolo là; e la gioja e le carezze loro e fin il tripudio del cagnuolo, avrebbero imbalsamato l'animo di esso, ove meno profonda ne fosse stata la piaga. Egli, traendo tutto a suo tormento,—Ecco! (diceva) qui tanto tripudio pel mio ritorno; tanto disgusto quando scomparirò: e laggiù in quella fogna di città, spariscono a quel modo tante persone e tali, e pochi lo sanno, e meno se n'accorano. O gente, gente! Davvero somigliante all'erbe, che una per una sono fresche e verdi, ammucchiate fermentano e imputridiscono».

Abbiamo già detto altrove siccome colà lasciasse il cavallo, i denari, e fin quell'anello che teneva caro sopra ogni cosa, come unica eredità e memoria de' suoi genitori, e che a sè stesso avea giurato di non levarsi di dito se non per l'ultima cosa di questo mondo. E per l'ultima credeva egli in fatto abbandonarla, giacchè il suo divisamento era di uccidersi, per finire a questo modo gli spasimi della sua delirante volontà.