—Salvarli? Oh come?» domandò con ansietà frà Buonvicino; e come, quando nel bujo di una camera divampi il zolfanello, di subito rompe le tenebre una gaja luce, che poi immediatamente spegnendosi, lascia di nuovo al bujo, così nell'occhio di frà Buonvicino lampeggiò una gioja vivissima, ma passeggiera; all'istante un melanconico velo gli ottenebrò la fronte, e le esclamazioni di allegrezza finirono in un doloroso ohimè. Poi soggiunse:—Ah garzone, garzone! tu sei ancora quel desso; ancora non hai abbastanza imparato a che possa trascinarti cotesta foga intemperata, cotesto operar sempre, e non riflettere mai. Tu precipiti te stesso e loro.
—Padre, (replicava l'altro) il mezzo, a dirvelo, è meglio nol conosciate; sull'esito però ho calcolato abbastanza: e, se il diavolo non vi mette… cioè, se l'accidente… Insomma, anderà bene. Andasse anche male, ad essi che può risultar di peggio? Quanto a me, della vita mia non devo conto a nessuno.
—No? nemmeno a Colui che te l'ha data, e che può chiederti perchè l'hai gettata, innanzi che egli medesimo te la ridomandasse? Non sono davanti a lui eguali l'assassino e il suicida?»
Stette un momento sopra pensiero Alpinolo, poi, stringendo ancora la mano al frate, ripigliava:—Vivete pur tranquillo su quanto riguarda me. Il cuore mi dice che nessun male ne avverrà. Proprio dal cuore mi viene questa potente ispirazione, e le ispirazioni di raro ingannano».
Tentennò il capo frà Buonvicino, e, posandogli l'altra mano amorevolmente sulla spalla,—O figliuolo! e cotesta ispirazione da chi l'hai tu implorata? hai tu pregato mai con fede Iddio?
—Iddio! (interrompeva il giovane) c'è egli proprio questo Dio?» E, subito correggendosi,—Ah, sì, certo, egli vi è: vi deve essere per aver creato la Margherita, per aver tratto con sè mia madre in paradiso. Ma in paradiso che fa egli? perchè non reprime l'iniquità? perchè lascia il reprobo mangiare in pace il pane delle delizie, mentre il giusto affanna ai suoi piedi? Perchè il Pusterla è in carcere, e Ramengo fra gli agi? Perchè voi qui a gemere sulle miserie comuni, e Luchino in trono a moltiplicarle?
—Di poca fede! (replicava frà Buonvicino con un sospiro) Chi t'ha dato il diritto di scandagliare l'inesplorabile abisso della Provvidenza? Giusto è Dio, e i suoi giudizj sono veri e approvati per sè stessi; l'uomo li riverisca, nè presuma comprenderli. Pure tu, sei tu entrato nel cuore dell'empio e del savio? Hai visto quel che si nasconde sotto le bugiarde apparenze del godimento e delle pene; dell'umiliazione e del trionfo? Che se anche in terra questo patisce e quello esulta, forse che il regno di Dio finisce fra gli angusti confini di questa vita? Sarà giorno, quando, in bilancie assai diverse da quelle dell'uomo, staranno il riso e i patimenti, le soperchierie e la pazienza: quando i fortunati udranno dirsi: la vostra porzione di beni già l'avete tocca in terra. Frattanto ti viene lezzo dell'iniquità che domina il mondo? della mal provvista distribuzione di ciò che il secolo chiama beni e mali? Torci da loro, e forbendoti del fango, solleva il pensiero sopra queste lotte terrene, e pensa a Dio, e prega Dio».
Soprastava l'altro così un poco, siccome in meditazione, poi ripigliava:—Pregare! Quanto tempo ch'io non prego Dio di vero cuore! Oh, mi ricordo, allorchè fanciullo, col signor Ottorino, colla Margherita, io veniva a questo chiostro, in questa chiesa, e il dolce nome di padre, che non potevo dare a nessun uomo, lo davo a Quello che è nei cieli, e pregavo, e svelavo i miei peccati, i miei pensieri a un buon sacerdote; questo mi benediceva, sicchè, tranquillo e consolato, io me ne partiva siccome un angioletto. Che dolcezze! che giorni! Ora sono perduti, e irreparabilmente.
—Ma chi ti toglie (soggiungeva il frate, con premurosa amorevolezza) chi ti toglie di far altrettanto, qualora tu il voglia, in questo medesimo istante? Credi forse esausti i tesori della misericordia? quel Padre non è sempre là colle braccia aperte ad aspettarti? Che non rispondi alle sue chiamate?
—No, no, (replicava il giovane con tono deliberato) no! impossibile! impossibile! Finchè un odio bollente, sanguinario mi parla solo di vendetta, come potrei? come ardirei? No, no; verrà tempo: son giovane; forse non durerà sempre a questo modo. Oh allora!… Ma adesso a quel che importa… Io mi apersi con voi, perchè in voi solo ho fiducia. Non venni per chiedervi parere: gli è un perder tempo il tentare di stornarmi. Ho bisogno di voi. Rispondetemi risoluto. Se io trovo modo di consegnare a voi il Pusterla e la sua donna, prendete sopra di voi di ridurli a salvamento?