Gli elementi per risolvere quest'arduo problema sarebbero certo assai diversi ai nostri giorni; per lo meno non v'entrerebbero più quel che allora pareva capitale, voglio dire il consenso delle stelle e le influenze celesti. Anzi io credo che, in tale discussione, troppo poco si guarderebbe di sopra dei tetti.
Giovane, prode di sua persona, ricco d'accorgimenti e di scaltrezze, non mai rattenuto nella sua vita dallo sgomento d'un delitto, valutando gli uomini come mezzi, le alleanze come lacciuoli, i patti come un'esca agli incauti, e ragione la prepotenza, e giustizia la buona riuscita, Luchino poteva sperare di raggiungere una meta, alla quale avevano sempre avuto la mira i suoi predecessori: raggiungerla, purchè qualche aspetto maligno di pianeti nol contrariasse. Ma chi spassionato guardasse alle condizioni del paese, trovava da un lato le abitudini radicatissime in popoli avvezzi a riguardarsi non solo come stranieri ma come nemici, la malvagia ingerenza degli stranieri che soffiavano nelle ire fraterne, le gelosie degli altri signorotti, e l'ostacolo interiore di una potenza che i diritti temporali sosteneva con armi spirituali, allora spaventosissime.
Queste cose vedeva Andalone del Nero colla prudenza della politica: ma fingendo leggerle nella congiunzione degli astri, aveva rizzato l'oroscopo, ed ora spiegandolo a Luchino, da una parte non voleva scemare credito all'arte sua con promesse che uscissero poi vane, nè dall'altra disperare affatto l'ambizioso signore. Esponeva dunque le cose con tale avviluppo, con gergo sì dottrinale, con tanti misteri, che Luchino nè sapeva trovarvi accarezzate le sue speranze, nè volea vederle sventate, talchè ne rimaneva scontento e indispettito.
Più s'indispettì all'annunzio di Grillincervello. Conosceva egli Buonvicino fin da quando era nel secolo, e lo temeva come uno di quegli uomini dritti, che alle opere scellerate, agli iniqui consigli oppongono un ostacolo legale quando possono, o, quando non possono, una passiva resistenza;—uomini odiosi al potente ribaldo, giacchè con nessun atto eccedente gli offrono ragione o pretesto di reprimerli, di perseguitarli.
A mal cuore sentì pertanto il venire di lui; pure non ardì negargli udienza, sì perchè rispettato, sì perchè la recente sua riconciliazione col papa il costringeva a maggiori riguardi verso i religiosi. Onde comandò andasse ad aspettarlo nella sala della Vanagloria, acciocchè la regia pompa del luogo facesse meglio sentire la gran distanza fra il principe temuto e l'umile frate, fra l'uomo circondato dalla forza e quello che non ha se non le umili virtù della beneficenza.
Quivi entrando, Luchino, sebbene si fosse messa intorno al cuore la calcolata freddezza di un potente che va ad ascoltare chi ha già deliberato non esaudire, pure con sembianze cortesi mosse verso frà Buonvicino, dicendogli—Ben giunto! che ci recate, o padre?»
Al che frà Buonvicino inchinandosi,—Quando il ministro del Dio della misericordia si affaccia alla soglia di un potente, può egli recarvi altro che consigli di mansuetudine e di clemenza?
—E sempre saranno qui ben accetti», soggiungeva Luchino con affettata sommessione, da cui ingegnavasi di non lasciar trapelare l'alterigia, che di leggieri acquista chi non sa se non essere obbedito. E il frate:—Siatene benedetto! Ma non basta che l'orecchio sia dischiuso al vero, se il cuore poi non lo riceva. O principe! corrono per la città strani rumori di nuove vendette…
—Vendette! vendette!» interruppe l'altro rinforzando la voce.—Vendette! solito nome con cui la malignità qualifica le punizioni. Dunque se un traditore mi si solleva in casa, se alcuno trama per togliermi quel che a diritto possiedo, ed io punendolo riparo me e la società di cui son tutore, avrà a dirsi vendetta? Non m'ha data Iddio la spada per ferire?
—E Dio», riprendeva il frate con voce tanto più commossa quanto iraconda erasi fatta quella del Visconti. E Dio vi conceda lume per ben adoperarla. Ma avete esaminato voi stesso se mai non vi traviassero personali affezioni? Siete certo che non v'inganni alcuno di quelli, di cui sta scritto che preparano continuamente saette per colpire nelle tenebre i buoni?[33] Avete considerato come il sangue innocente gridi incessante al cospetto dell'Agnello?»