Fu vera pietà? fu un insulto raffinato questo di Luchino? Il frate nol cercò, ma in un istante misurò tutta l'acerbità di questa nuova situazione, una di quelle in cui il cuore o si spezza o s'impietrisce. Sollevò lo sguardo al cielo esclamando,—Si compia il sacrifizio!» indi, rivolto al messo,—Ringraziate il signor vicario di questo, che ricevo da lui come un favore, e dal Cielo come un'ultima prova…. e la più tremenda».
Delle ultime parole l'araldo non avrà inteso che il suono. I sentimenti profondi delle anime appassionate come possono venir compresi da chi si è logorato fra le apparenze pompose e le frivole importanze di una società in maschera? Onde, strisciando nuovi inchini, se n'andò a portare a Luchino i ringraziamenti del frate; e il frate tornò a inginocchiarsi, a orare, a prelibare tutta l'amarezza del calice preparatogli, e supplicare Iddio che desse coraggio a lui, a loro; che il sostenesse nel più doloroso e più sublime uffizio del suo ministero.
Al tocco del mezzogiorno dell'altro domani la Margherita sente aprire la sua prigione, e alza gli occhi:—Oh! non è un burbero carceriero; non incontra, come al solito, uno sguardo insultatore o indifferente; no: vede,—oh! vede, conosce un amico—Buonvicino!—Sulle prime non sa credere a sè stessa: un ah! uno spalancar degli occhi, un tender le braccia, rivelano la maraviglia ond'è inondata: poi balza dal suo scannello, si avvicina al frate….
Momenti così fatti non hanno parole; e il muto linguaggio non esprime altro, se non che la piena dell'affetto impedisce di manifestare l'affetto. Quando poi riebbe le parole,—O padre! (esclamò) o fratello! qual consolazione è mai questa? Neppur addomandarla al Signore avrei osato. Il Signore dunque si ricorda di me, e mi manda un angelo fra questo purgatorio!
—Iddio, figliuola, non si dimentica di nessuno, neppure del vermicciuolo che calpestiamo passando. Tanto meno poi delle creature che più a lui somigliano».
Così il frate, con una voce carezzevole, affettuosa ed accorata, che mostrava come egli a fatica ritenesse le lacrime e che le cavava altrui. La Margherita infatti ruppe in un forte scoppio di pianto: era sì gran tempo che non provava l'ineffabile consolazione di piangere sopra un seno amico, di sfogar un'anima ambasciata con chi l'accettasse, la comprendesse, la compatisse! Poi, fra i singhiozzi ripigliava:—Lo so, padre, lo so che Dio non si scorda di nessuno, che non si è scordato di me. Oh chi m'avrebbe sostenuta fra tante angoscie se non era il pensiero del Signore? Ma dite: mio marito?… il mio Venturino?… Ne sapete notizie? Vi è permesso di darmene?»
E lo fissava con una sollecita attenzione, fra lo sgomento d'un sinistro annunzio e la fiducia che un tale amico non gliene dovesse recare che una consolante. Si rannuvolò novamente in viso frà Buonvincino, corrugò la fronte, e traendo un grave sospiro, come se il cuore gli scoppiasse,—Finora (rispose) sono sani—finora! gli ho abbandonati testè. Fui con essi jeri, vi sarò anche domani. Ed oggi e domani e l'altro verrò a portare a voi, buona Margherita, quelle consolazioni, che un Dio morto in croce ha lasciato per gli infelici, destinati a seguirlo ne' patimenti».
Una parola umana all'orecchio di chi soffre non ha prezzo sulla terra. Quanti, nei primi passi dell'errore a cui forse li sospinse la negligenza e il disprezzo degli uomini, o torcerebbero o si ravvederebbero, qualora l'orgoglio degnasse inchinarsi a sussurrare all'orecchio loro una voce di commiserazione, un invito al pentimento, un fiduciale richiamo alla virtù! Ma l'uomo pensa al castigo, alla vendetta; ed esacerbando, ostina nel delitto chi così facilmente potrebbe ravviare al bene. Quando poi patisce il giusto, come la Margherita, abbandonato agli strapazzi degli scherani, all'ansietà della solitudine, un motto di conforto somiglia alla voce dell'angelo, che ad Agar, languente di sete col bambino nelle solitudini di Betsabea, additava la fonte ristoratrice.
A questi salutevoli conforti non providero le istituzioni umane; ma la religione che, mentre tutta sembra intenta al cielo, non abbandona mai in terra chiunque dubita, travia, combatte, patisce, ha scritto fra i più assoluti precetti della misericordia il visitare i carcerati[36]. Le convenienze degli uomini, le quali nulla hanno a fare col vangelo, delle carceri hanno formato un luogo di squisiti tormenti per l'uomo, non reo perchè non ancora sentenziato. Ma nei paesi cristiani non hanno ancora rimosso dal sofferente le consolazioni della pietà religiosa, nè l'uomo condannato a morire ha privato dell'ultimo conforto, del mostrargli aperte le vie del cielo quando gli uomini lo cacciano dalla terra.
E che conforto sia quello il provava la nostra Margherita. Pur troppo l'apparizione del ministro della penitenza le annunziava chiaramente che il suo fine si avvicinava: però in quel momento sembrava tutto dimenticato, tutto, pel tripudio di trovarsi ancora presso ad un uomo; un uomo diverso da quelli, che soli da gran tempo vedeva, tormentati o tormentatori; uno che per ministero doveva esser buono, compassionevole, devoto alla sventura; uno poi come questo.