—Sia lodato Gesù», pronunziò finalmente il frate con voce fioca e sommessa, alla quale risentitasi, la Margherita levò il capo, balzò di scatto in piedi, e facendosegli incontro colle braccia tese, dimandò col tono dell'angoscia:—O padre, vi è qualche speranza?»
Così questo balsamo, che natura preparò agl'infelici, come il latte della nutrice all'egro bambino, mai non vien manco fino all'ultima ora della vita. Il frate sospirò, alzò la destra e gli occhi al cielo, e proferì:—Lassù sono le speranze che non falliscono».
La faccia della Margherita, cui una viva fiamma aveva tutta colorita, di nuovo si fece pallida come tramortisse: giunse le mani; anch'ella eresse al cielo gli occhi lagrimosi, ed esclamò:—Signore, la vostra volontà e non la mia».
I conforti, le orazioni dei giorni antecedenti furono rinnovate in questo, tanto più vivamente quanto più sentivasi l'uno e l'altro vicini a separarsi fra loro e dalla terra, per ricongiungersi a Dio.
Frà Buonvicino offrì in presenza di lei il sacrifizio dell'altare, la commemorazione quotidiana del Giusto immolato per la verità, per la redenzione degli uomini, coi quali aveva diviso il pane e le miserie. Poichè il sentimento dei proprj mali non toglieva alla Margherita di conoscere e valutare gli altrui, si accorse a troppi segni dell'ambascia morale onde era compreso frà Buonvicino, e pregò Dio di dargli forza al passo tremendo. Dopo che il frate le ebbe comunicato il pane degli angeli, la travagliata si rasserenò; e, munita di viatico sì prezioso, stette con lui ragionando del nulla di questo mondo, delle gioje a venire, dell'incontro coi suoi cari in grembo al vero amore.
Se io riferissi quei discorsi, sarebbero di edificazione alle anime pie: potrebbero forse, in terribili momenti di lotta e di scoraggiamento, recar ristoro a qualche accorato; ma che direbbero i lettori, che diranno già essi di un racconto, ove i più cercavano forse null'altro che il passatempo spensierato o un rimedio o un palliativo a quella micrania dell'anima, la noja, e invece vi trovano la riflessione e la religione?
Dai pii ragionamenti furono scossi quei due pietosi al tocco di una campana a martello.
Trasalì la poverina; il frate si fece come se gli avessero confitto un pugnale nel cuore. Avevano entrambi indovinato esser l'agonia che, per lei, per lei sana, batteva la squilla del Broletto, ove doveva succedere l'esecuzione. Intanto uno spesseggiar di passi, un affaccendarsi di persone, un tirare di catenacci, lo scricchiolare d'un carro, davano avviso che era giunto il gran momento. La Margherita s'inginocchiò, e volle che di nuovo frà Buonvicino le compartisse l'assoluzione, e come in articolo di morte, chiamasse sopra di lei la benedizione del Signore. Il frate, levato in piedi, con solenne dignità di voce e di atto, protese le braccia, e spiegate le palme sopra il capo inchinato della donna, colla fronte supina, pallida sì, ma inondata di quella fiducia, che non alligna se non in chi crede e teme e spera altre cose che le mortali, pareva che congiungesse il cielo cui tenea levato lo sguardo, con quella penitente su cui ne invocava la misericordia e le retribuzioni. Margherita, in ginocchio avanti ad esso, colle braccia incrociate sul seno e le bianche mani che spiccavano sopra il nero vestito, piegando il collo in atteggiamento di compunta rassegnazione, ricevea quelle parole tremende e consolatrici. La lanterna, posata sullo scannello e divenuta pallida per la luce cresciuta del giorno, guizzando ad ora ad ora come sullo spegnersi, vibrava attorno alla testa della bella pregante un'aureola di tremoli raggi, qual si dipinge in giro al viso dei santi.
Ella ascoltò, segnossi, indi sorse come chi, avendo posto assetto ad ogni affar suo, si muove ad un lungo viaggio, da cui più non deve ritornare. Ma il frate allora cadendole ai piedi,—Signora (esclamò) fin qui ho adempito al sublime ministero di sacerdote dell'Altissimo. Ma io son uomo; io sono un peccatore miserabile: voi siete una santa. O signora! prima… prima di… vogliate dirmi che mi perdonate… mi perdonate se un tempo, io sciagurato, insidiai alla vostra virtù. Voi la conservaste. Benedetta! che così avete procurato a voi, a me tali consolazioni in quest'ora tremenda.
—Sì, benedetto Iddio», rispose ella con languida ma soavissima
favella.—Fu dura la battaglia allora: temetti non bastarvi incontro: ma il
Signore ci ajutò; e diede a voi fermezza di generosa risoluzione.
Perdonarvi?»