Qui il singulto smentì l'ostentata franchezza della narratrice, che quasi vergognavasi d'avere o di mostrar compassione di condannati, come una damina di piangere al teatro; e il Pizzabrasa proseguiva:—Si mise a ginocchi, alzò al cielo due manine piccole, piccole e bianche come di cera, e intanto il manigoldo gli tagliava i capelli, e gli faceva i bocchi per mettergli paura.
—Quanto avrei pagato ad essere presente:» Saltava su qualche circostante. «Mi piacciono tanto queste scene così affettuose!
—E perchè non venirvi?» gli chiedeva un vicino.
E l'altro:—Che volete? m'è toccato andare fin laggiù a San Vittor grande, a portare una briglia e una sella che avevo raccomodate.
—Ma però (ridomandava il primo interlocutore) avrete visto a far la fattura ad altri.
—Oh certo; ma a donna mai.
—Io (tornava a parlare lo scaccino della Passerella) io ho veduto quando hanno giustiziato la Mainfreda, quella scolara della Guglielmina, che voleva farsi papa. Lo Spirito Santo incarnato in una femmina, e i preti e il papa donne! Si può dar di peggio!»
E qui, colla facilità onde la compassione suole distrarsi dalle sventure non sue, voltavano il discorso sulle tonsure che le costei seguaci si facevano in mezzo alle treccie: su quel nascondiglio al terraggio di Porta Nuova, dove femmine e maschi si congregavano, e poi spegnevano i lumi e buona notte.
Altri spettatori frattanto di maggiore calibro discorrevano sulla colpa de' condannati.
—Che giustizia, eh, quella del nostro vicario!» esclamava Malfiglioccio della Cocchirola, il quale, fallito nel suo mestiere, or dava pareri ai governanti.—Se meritano castigo, neppure a' suoi parenti egli la perdona.