Ma ai balconi, sui terrazzini circostanti, e nelle camere delle magistrature, ben più fini e socievoli discorsi tenevano signori e damine, di gualdane, di battaglie, dei pettegolezzi privati: degli ondeggianti favori della Corte; della passata dei tordi e della scarsezza delle lepri; chiedevano e riferivano novità; leggevano sul libro e di questo e di quello. E la signora Teodora, sposa novella di Francesco de' Maggi, una delle più lodate per avvenenza e per l'arte d'approfittarne, domandava così sbadatamente nel mettersi il guanto:—E come ha nome cotesta che hanno da far morire?

—Margherita Visconti por servirla», rispondeva pronto Forestino, figliuolo naturale del principe, che faceva il vagheggino tra quelle bellezze.

—Visconti? (ripigliava la sposa). È dunque parente del signor vicario?

—Così alla lontana», rispondeva il giovane: ma il buffone Grillincervello soggiungeva:—Ed avrebbe potuto venire con lui a parentela molto stretta: e appunto per non l'avere voluto, le tocca questo fine.

—Eppure le deve rincrescere (diceva qualche altro). È così giovane: così bella!

—E poi non assuefatta a morire», l'interrompeva il burlone, e destava all'intorno una vivace ilarità. Poi voltandosi a Forestino e al costui fratello Bruzio, intorno ai quali, perchè sterponi d'un gran signore, facevasi un circolo rispettoso, diceva loro a mezza voce:—Serenissimi, vi do avviso che, se mai aveste fatto assegnamento sulla sposina del signor Francesco dei Maggi, ella non m'ha l'aria di essere disposta a imitare dama Margherita».

A tali detti Bruzio chinava gli occhi con ipocrita modestia; e mentre il maligno giullare correva di qua e di là a stornare la melanconia e i pensieri seri con arguzie, e giustificare con lazzi la iniquità, i due imitavano il padre loro donneando, mentre coll'assistere alle giustizie di lui preparavansi poi ad imitarlo quando potrebbero.

Fra ciò la campana aveva ricominciato i rintocchi: ogni picchiata del martello destava un suono, prolungato dall'oscillare del metallo; moriva; un momento di silenzio, poi un altro colpo, indi un altro, lento come i palpiti di un moribondo—e come quelli straziante.

—Viene?

—No.