Luchino ne rise più degli altri, ma uno storico soggiunge che quella notte non dormi.
Chi può averlo detto a quello storico?
Poi anche alla Corte, come in città, a breve andare tutto fu messo in dimenticanza. Di fatto, al raccor dei conti, che cosa era succeduto? Alcuni innocenti in aspetto di rei eran stati percossi dall'iniquità in aspetto di giustizia: accidente tanto solito nella società—d'allora—, che non poteva destare nè mantenere a lungo l'interesse, non che l'orrore.
Ed io medesimo, ben lo sento, io ho troppo presunto col darmi a creder che, con patimenti così usuali, potessi tanto tempo occupare il lettore senza annojarlo.
Ma l'ho detto, e lo ripeto, non ho scritto per tutti, anzi, non ho scritto pei più, sibbene per quelli che davvero soffrono o hanno sofferto. Oh, se tra le pene ingiuste, con cui la calunnia, o la vendetta, o la satanica voluttà del far male, o anche l'interesse del potere e la pretesa necessità delle circostanze opprimono qualche volta l'innocente, se alcuno verrà un giorno a ricordarsi della mia Margherita; e nel pensare quanto quella pover'anima ha patito anch'essa dai cattivi, se ne sentirà un solo momento confortato; se mai nell'ora della prova qualche virtù vi trovasse un sostegno, una vergogna, qualche vizio, non crederò perduta la fatica di questo lavoro, dovesse pur rimanere trascurato e venire deriso dai miei compatriotti: n'avrò anzi conseguito quel compenso che unico desidero,—unico, dopo che il meditare e descrivere le sventure di quella meschina, disacerbò in lunghi e terribili giorni le mie.
CONCLUSIONE.
Prima di finire, volendo toccare un motto anche delle altre persone che s'incontrarono colla Margherita in questo racconto, dirò come, tre anni dopo, un caso intervenne a Grillincervello, il più spiacevole caso che gli fosse mai tocco nella sua vita beffarda e beffata, ridente e paziente. Il signor Luchino, nella deliziosa sua villeggiatura di Belgiojoso manteneva un intrigo con una fanciulla paesana; ma, o non gli convenisse il farne mostra, o volesse solleticare il logoro senso del piacere col savore del pericolo e del mistero, egli conduceva di piatto questo suo amorazzo, e non traeva a sè quella facile bellezza se non di sera al bujo, facendola, per una porticina d'in fondo al parco, entrare in quel casino, dove Alpinolo l'aveva visto una volta a dormire, posto fra gli ombrosi andirivieni di un artificioso boschetto. Non isfuggi la tresca alla maligna curiosità del buffone, e si propose di giocare un mal tiro al signor suo, per farne poi scene.
Non so se mi sia venuta occasione di accennarvi che Luchino, in mezzo a tanta fierezza, era pauroso del diavolo, del fantasma, degli esseri impalpabili, contro di cui non valevano nè la spada sua, nè il ringhio dei mastini, nè le labarde degli scherani. Una sera, non aveva egli fatto che entrare colla druda nel conscio nascondiglio, quando, tra il fosco, gli appajono sulle pareti, in livida luce, i contorni di certe strane forme, metà uomini e metà bestie, con immense code e corna, e occhiacci stralunati, e tanto di lingue sporgenti; e nel tempo stesso comincia un fracassio, un sibilo fremente, un agitar di catene: le figure, il sobbisso che attribuiscono al diavolo coloro che pretendono di averlo veduto e udito.
La ragazza, tra piena di ubbie, come sono o erano queste campagnuole, tra rimorsa del suo peccato, voglio lasciar pensare a voi di che paura restasse presa. Ma neppure il signor Luchino seppe contenersi; e sgomentato non meno di un fanciullo male avvezzo, sbucò gridando accorr'uomo.
Gli sghignazzi di Grillincervello gli diedero ben tosto a capire come fossero orditure di costui, il quale, con non so che sue misture, aveva rappresentato quegli spaventosi apparimenti. Accorsero servi, accorsero soldati con fiaccole, con armi, accorsero i figliuoli e la eccellentissima moglie e monsignor arcivescovo; talchè quella che dovea restar mistero, divenne una pubblicità, con iscapito dell'onore della docile contadina.