—Un brindisi alla libertà di Milano», propose Alpinolo.
—Sia, sia», replicarono tutti, e votando le tazze, gridavano:—Viva
Milano! viva Sant'Ambrogio!»
—E muojano i Visconti» aggiungeva Zurione, e non mancava chi facesse eco a questa voce, senza che alcuno si levasse, come in tempi da noi poco lontani il Parini, a correggere quel grido col dire:—Viva la libertà, e morte a nessuno».
—Già non è cosa da finire così», esclamava il Pusterla. E il Borro:—Ne va del bene della patria, dell'onore lombardo, della domestica sicurezza.
—Si, sì: bisogna pensarvi di buon senno;—prendervi su qualche bravo partito», gridavano a vicenda o insieme i due Aliprandi, il Borolo e gli altri; indi con quelle potenti strette di mano, con cui pare si voglia esprimere senza parole quanto valga l'accordo della volontà, si congedavano, e gettatisi sulle spalle i mantelli, calcatisi i berretti in capo, se ne andavano un dopo l'altro, promettendosi di tacere, di pensarvi, di rivedersi.
La Margherita, appena il discorso si volse sopra l'ingrato argomento, che le rimembrava l'oltraggio ricevuto e il dispiacere di non aver potuto tenerlo nascosto, lasciò la sala e ritirossi alle domestiche occupazioni. Se dicessi che affatto le riuscisse disgustoso quell'ardore non mostrerei conoscere il cuor delle donne, sempre disposto a gradire gli atti che annunziano generosità, impeto, vigoria di volontà: forse perchè confidano trovare un appoggio più saldo alla debolezza, che è, o che noi le persuadiamo essere loro appannaggio. Certo quei nomi di patria, di libertà, d'eroismo, se v'ha su cui vivamente facciano impressione, sono le donne; e la Margherita non era di natura dall'altre differente.
Un sovvertimento civile poi era un'idea abituale di quei tempi di vivi dispetti, d'immaginose speranze, di cozzanti interessi, quando le lotte, che oggi vediamo agitarsi sulle tribune e nei giornali, si risolveano nelle piazze e a colpi di stocchi. Milano singolarmente, negli anni precessi, era corsa per assidua vicenda di tumulti, tanto da far dire a san Bernardo che egli non aveva trovato nel mondo gente così facile a rivolgersi e sconvolgersi quanto il popolo nostro [13]. E quantunque allora le cose prendessero altro assetto, fino ad avere il Petrarca potuto chiamare i Milanesi i più miti tra gli uomini[14], però la memoria del passato era ancor viva e vivrà, come vive e vivrà la ricordanza delle clamorose imprese di Napoleone, sebben noi non le abbiamo vedute.
Pure v'ha dei discorsi, delle azioni che uno non sa disapprovare e insieme non vuole sanzionarle colla sua presenza. Tal era questo baccano per Margherita, la quale però era affatto lontana dal temerne verun danno, sì perchè i governi d'allora, piuttosto violenti che astuti, non conosceano l'arte di spargere fra i governanti il sospetto, più micidiale che la paura, col cingerli di spie e di timor delle spie: sì ancora perchè quelli radunati da Franciscolo erano persone fidate alla prova: tanto fidate, che egli non aveva esitato a manifestar loro la sua onta e la venuta sua a Milano, cose che dovevano per tutti gli altri restare un mistero. Imperocchè erasi preso accordo, principalmente col consiglio di fra Buonvicino, che la Margherita col figliuolo seguirebbe lo sposo, per rimanere con esso nel Veronese, fin a tanto che il tempo recasse migliori opportunità.
Aveano dunque lesta ogni cosa alla partenza, che era stabilita per la notte dell'altro domani: ma il domani sta in mano di Dio.